Scheda N.o: 259

Giacomo Puccini: MANON LESCAUT

Barcellona, 22 Dicembre 2006

Numero Recite: 6

Date: 22,27,30 Dicembre 2006; 2,5,8 Gennaio 2007

CAST
 Manon Lescaut:  DANIELA DESSI
Il Cavalliere des grieux:  FABIO ARMILIATO
lescaut:  LUDOVIC TEZIER
geronte:   CARLOS CHAUSSON
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Direttore:  RENATO PALUMBO

RECENSIONI

Barcelona: applaudita protagonista la dolce e sensuale Daniela Dessì, al fianco del baldanzoso ed eroico Fabio Armiliato.

Daniela Dessì si cala perfettamente nei panni di una dolce e romantica Manon che mostra, nel secondo atto, il suo lato un pò scaltro, ma è solo un momento, per far poi emergere anche la sua natura ragile per arrivare al drammatico finale. La bravissima Daniela Dessì ha saputo comunicare, al sottoscritto e pensiamo anche al pubblico, tutto questo: la sua interpretazione è stata notevole sia sul versante scenico che vocale, complice una voce ricca di armonici e di una linea di canto perfetta, grazie anche al bon fraseggio.
Accanto a Manon-Dessì, Fabio Armiliato ha dominato il suo Renato Des Grieux con forte temperamento e timbro vocale adeguato, specialmente nel terzo atto, l’imbarco “forzoso” delle prostitute; in  “No, guardate pazzo son” ha fatto sfoggio dei suoi mezzi vocali, con un accento accorato che ha suscitato, alla recita del 5 gennaio a cui abbiamo assistito, un meritato trionfo da parte del pubblico che lo ha lungamente applaudito.

Sabino Lenoci – L’OPERA, Febbraio 200

LCRÍTICA ÓPERA

‘La nostalgia como espectáculo

El Liceo de Barcelona despide el año con un espectacular montaje de Manon Lescautprocedente de la Scala de Milán, firmado escénicamente por la famosa cineasta italiana Liliana Cavani y con escenografía de Dante Ferretti. Espectáculo de gran lujo y oropel escénico, tradicional hasta la médula, fiel al libreto y a la suntuosa partitura de Giacomo Puccini…Pero de momento, la tradición muestra sus mejores galas en una Manon Lescaut que convierte la nostalgia en un brillante espectáculo.

Por suerte, el Liceo presenta un reparto de muy notable calidad. La soprano Daniela Dessì y el tenor Fabio Armiliato, pareja en la escena y en la vida real, estuvieron magníficos. Ella es una Manon muy lírica, de exquisito fraseo, elegante y musical. Él también juega con bazas líricas, y compensa la falta de peso dramático con una sana emisión y un preciso control de sus medios. Además, no se arruga ni en los momentos de máximo voltaje pucciniano. Como feliz pareja que son, no tuvieron problema a la hora de mostrar en escena la ardiente pasión que caracteriza a los grandes personajes puccinianos.

El director de orquesta Renato Palumbo acreditó en su debut en el foso liceísta un fabuloso dominio del estilo pucciniano. Sacó extraordinario partido de la orquesta, en especial de unas cuerdas que lucieron un sonido carnoso y un intenso y cálido fraseo…

…Los calurosos aplausos dejaron claro que el baño de nostalgia que se ha dado el Liceo para despedir 2006 ha tenido un saludable efecto balsámico en la parroquia liceísta. 

EL PAIS– JAVIER PÉREZ SENZ   24/12/200

El melodrama italiano
OPERA

«MANON LESCAUT»Música: G. Puccini _O. S. del G. T. del Liceu_Dir.: R. Palumbo_Dir. esc.: L. Cavani_Escenografía: D. Ferretti_Vestuario: G. Pescucci_Iluminación: G. Mantovanini_Lugar: G. TEATRO del Liceu_Fecha: 22-XII

Al Liceu hay que volver a aplaudirle su apertura de miras en el campo de la dramaturgia operística. Su escenario continúa siendo un crisol de maneras de entender el espectáculo operístico, de enriquecer la trayectoria escénica aun a riesgo de controversias, engrandeciendo su propio lenguaje. Teatros con estas características sí que los hay, pero pocos se preocupan, además, de la excelencia interpretativa.
Esta «Manon Lescaut» de Renato Palumbo y Liliana Cavani, construida sobre los sólidos cimientos aportados por Daniela Dessì, Fabio Armiliato, 
Ludovic Tézier, Israel Lozano, Carlos Chausson, Josep Ruiz y René Kollo, no podía sino triunfar.

 Intérpretes de lujo

 Daniela Dessì volvió a impactar por su sapiencia, por la musicalidad y el olfato que demuestra tanto en la construcción del personaje como, sobre todo, en cómo dosifica la energía para entregarlo todo en el momento preciso. Desde su primera aparición carga a su Manon de un velo trágico, dando sentido hasta a su «Ed ora, un neo!», a su «m´annoio» divino. Ante esos detalles, «In quelle trine morbide» aparece esculpida hasta el último detalle sacando partido al brillo de sus armónicos, que llegan hasta el último piso del teatro en sólidos pianísimos. En su espectacular «Sola, perduta, abandonata», en todo caso, le sobraron los brillantes que lucía en ambas manos.
Fabio Armiliato tiene impregnado en su piel a Des Grieux, demostrando ya desde «Donna non vidi mai» un trabajo impecable, detallista, hasta obsesivo, con el que soluciona los problemas del pasaje o los graves. Además, cubre de gran humanidad al personaje.
Ludovic Tézier aportó una voz de extraordinaria belleza, de un timbre emocionante y de unas cualidades vocales de talento desbordante.
Palumbo llevó a la Simfònica del Liceu por caminos de gloria, como en ese logrado «crescendo» del preludio al tercer acto, con un cuarto acto que fue pura agonía, sacando toda la modernidad de esta orquestación exigente y apasionada y siguiendo a los cantantes con ojo certero. Su trabajo con la madera describiendo la aridez del desierto cargó de sentido su lectura, al igual que la magnificencia técnica del concertado del acto tercero….
Los miembros del coro demostraron su calidad como actores y siguieron a Palumbo con pericia, redondeando una gran noche de ópera.

ABC – PABLO MELÉNDEZ-HADDAD24-12-2006

Barcellona – Teatro Liceu: Manon Lescaut

Con un filo di superstizione, reputiamo che sia di buon auspicio il poter iniziare un nuovo anno di lavoro all’opera (quello del critico è un mestiere, non una professione) con la recensione positiva di uno spettacolo; ebbene, se il buongiorno si vede dal mattino, il 2007 potrebbe essere per il critico un anno fortunato.
Della Manon Lescaut in scena in questi giorni al Gran Teatre del Liceu ci è piaciuto praticamente tutto ed alla fine della recita siamo usciti dal teatro, una volta tanto, dato che ciò capita, ahinoi, con sempre minor frequenza, completamente soddisfatti ed appagati da quanto si è sentito e visto.
La Manon Lescaut di Puccini secondo Liliana Cavani è davvero bella. Complici le scene sontuosamente ricche ma non tronfie o sovraccariche di Dante Ferretti ed i costumi semplici ma elegantissimi ed una regia sempre attenta a ben evidenziare i caratteri non solo dei protagonisti, ma anche i “tipi” dei ruoli di contorno, ed a dare uno scopo ai movimenti, impeccabili, delle masse.
Cavani coglie perfettamente sia il lato libertino che quello morale dell’infelice storia di Manon, e più ancora di quella di des Grieux, ad un tempo complice e vittima di Manon, che a sua volta è artefice e vittima del suo stesso destino…

Completamente soddisfacente anche l’aspetto musicale.
La concertazione di Renato Palumbo è freschissima ed intensa ad un tempo, le dinamiche orchestrali sono sempre pertinenti allo spirito della partitura, mai superficiali e mai banali. Davvero rimarchevole l’esecuzione dell’Intermezzo, appassionata e scevra da stucchevoli sdolcinatezze.
Sugli scudi Daniela Dessì, che non solo canta Manon, la vive in ogni suo aspetto, dalla bambina viziata alla donna disperata, con tutte le emozioni che stanno tra questi due estremi. Altrettanto emozionante la voce, che supportata da una tecnica ineccepibile, si piega a mille colori e mille accenti, rende percepibile ogni singola sfumatura della musica. Bravissima.
Serata felicissima anche per Fabio Armiliato che, in ottima forma, ha tratteggiato un Des Grieux intensissimo e totalmente convincente sia per quanto attiene all’interpretazione, coinvolgente soprattutto nel terzo e quarto atto, che per quel che riguarda l’aspetto vocale. Di Armiliato ci piace soprattutto il suo totale offrirsi al pubblico, senza compromessi. Un convinto plauso anche a lui.

 

Alessandro Cammarano    OPERACLICK.COM

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