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HELSINKI:
Concerto per i 110 anni dalla nascita di Beniamino Gigli e in occasione del 15.o anno dell' "Associazione B. Gigli di Finlandia"


Gigli Diploma Helsinky(1).JPG (18744 bytes)

Critiche del Concerto
Helsingin Sanomat
Hufvudstadsbladet

Intervista
Helsingin Sanomat

Testo della Pergamena

Foto del Concerto

Arie e Canzoni
dal Concerto (R.A. Files)


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RARO ARDORE DEL CANTO ITALIANO

Lo Star-Tenor   Fabio Armiliato ha incantato il suo pubblico

 Nella sala dell’Accademia Sibelius si è assistito ad una serata di canto italiano dall’ardore eccezionale. L’occasione era particolarmente solenne poichè era presente l’ultimo nipote di Beniamino Gigli, Luigi Vincenzoni, che nell’occasione è stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Beniamino Gigli di Finlandia.
Il Premio Beniamino Gigli dell’anno fu consegnata al tenore Star del Metropolitan, della Scala e dello Staatsoper di Vienna, il 43enne genovese Fabio Armiliato.
Armiliato non aveva difficoltà a conquistare il pubblico presente in sala con la sua prestazione. La sua generosa voce di tenore riempiva  senza sforzo la sala e risuonava con tale calore, solidità e sicurezza che gli amici dell’arte del canto italiano potevano provare momenti di raro entusiasmo.

Armiliato è abituato a cantare in sale molto grandi e la sua voce di tenore avrebbe avuto bisogno intorno a se di ancora più spazio nell’ambiente. Nelle arie Un dí all’azzurro spazio e Amor ti vieta dalle opere di Giordano Andrea Chénier e Fedora, Fabio Armiliato dimostrava di essere il tenore lirico spinto di prima fila del nostro tempo, la cui abilità nel risolvere i momenti culminanti e il suo calore emozionale   non sfigurano affatto nel confronto col modello Gigliano.
Inoltre nell’aria Cielo e mar dalla Gioconda di Ponchielli piena della romanticità d’amore nonchè nel duetto  Lontano, lontano dal Mefistofele di Boito abbiamo potuto anche ascoltare un canto pianissimo, molto raro nell’epoca moderna.

Dopo esser arrivato alle canzoni napoletani e agli abbondanti bis, Armiliato si è rivelato anche un cantante di grande cuore, che non  risparmia la sua voce, ma la dona così con tanta generosità proprio come vuole il pubblico.
Le canzoni, Non ti scordar di me, Ti Musica proibita voglio tanto bene, Mamma, Quanna a femmena vo’ e naturalmente O sole mio hanno portato il pubblico finlandese in estasi.

Veijo Murtomäki (critico musicale): Helsingin Sanomat - 27 Aprile 2000

 


 

 

 

Fabio Armiliato con Luigi Vincenzoni, nipote di Beniamino Gigli. 

 

LO SPLENDORE GRANDE E DRAMMATICO DEL TENORE

 Per il concerto del suo 15esimo anno di fondazione L’Associazione Beniamino Gigli di Finlandia è riuscita a scritturare il tenore italiano Fabio Armiliato che negli   ultimi anni sta facendo una grande carriera nei più importanti palcoscenici del Mondo. Ha già cantato fino ad oggi 51 recite al Metropolitan di New York tra cui, nel corrente anno, la Opening Season di Aida e la Cavalleria rusticana che fu trasmessa il 22 gennaio in diretta Radio anche qui in Finlandia.

 Fabio Armiliato, slanciato ed elegante, sembra dalla corporatura non essere un tenore come siamo abituati solitamente a vedere. Grazie alla sua voce sorpredentemente forte e robusta ha già cantato la maggior parte dei ruoli spinti e drammatici del repertorio operistico, di cui è un ottimo interprete. La sua voce fresca si apre negli acuti e ottiene una risonanza completa e abbagliante che certamente sarebbe possibile apprezzare ancora di più in una sala più grande e soprattutto con l’accompagnamento orchestrale. L’Improvviso di  Chénier e l’aria dalla Fedora sono stati nella sua esecuzione splendidi esempi di temperamento e di controllo della linea di canto. 

Non è un tenore d’altri tempi, di tipo ”rotondeggiante”, ma è un vero tenore eroico sulle orme di Mario del Monaco. Non ha per esempio una mezza voce specialmente mielosa, ma interpreta le arie d’opera con bravura e con le dovute variazioni dinamiche e inoltre arricchiva le canzoni italiane di un fascino molto personale.

 La sala dell’Accademia Sibelius era completamente esaurita e nonostante l’aria respirabile al termine del concerto fosse ormai terminata, il pubblico richiedeva rumorosamente un gran numero di bis.

Jan Granberg (critico musicale) Hufvudstadsbladet27 aprile 2000

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Last modified: novembre 30, 2004