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TG3 del 7-5-2007

 

 

"Il suo Chènier è il migliore
dei nostri giorni."

G. C. Landini - L'OPERA

"Un Pinkerton, chiaramente
memore della lezione di Gigli."

Roberto Mori - L'OPERA

"Es dificil hallar hoy mejor
Radames que Fabio Armiliato."

G. Alonso - LA RAZON

 

 

 

 

 

 

Last Update:
27 Nov 2007

 


Milano: Teatro "Dal Verme".

 

La Zingara Guerriera

6 Aprile 207 
- Prima Mondiale -
 



LA ZINGARA GUERRIERA - Un notevole battage pubblicitario ha preceduto la prima esecuzione assoluta de La Zingara Guerriera, opera in due atti su musica del compositore Luigi Nicolini. Non poteva avvenire diversamente considerato che quest’opera ha segnato il debutto in qualità di librettista del noto conduttore televisivo Paolo Limiti e che l’esecuzione in forma di concerto di questo lavoro è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con la rivista “L’Opera”. Non è inutile quindi sottolineare quanto l’esecuzione della Zingara Guerriera abbia costituito prima di tutto un evento dal carattere fortemente mediatico in grado di coinvolgere diversi vip provenienti dalle differenti branche del mondo dello spettacolo accorsi a festeggiare l’eclettico ideatore del soggetto dell’opera che durante la sua carriera ha affiancato la conduzione di trasmissioni televisive all’attività di collaboratore di artisti della musica leggera italiana in qualità di autore di canzoni e di scrittore di testi di commedie musicali....

Per un avvenimento così pubblicizzato non potevano certo mancare nomi di particolare richiamo nel cast che infatti schierava alcune fra le voci italiane più quotate dell’attuale panorama lirico internazionale cui va ascritto il non trascurabile merito di aver aderito con grande professionalità ad un’operazione che presentava stimoli musicali così scarsi.

E’ stato veramente un grande piacere per me riascoltare la voce di Daniela Dessì, davvero in forma smagliante. Questa nostra cantante sta raccogliendo i frutti di una carriera saggiamente amministrata grazie ad una solidissima tecnica ed a scelte di repertorio sempre adeguate alle proprie caratteristiche vocali. La voce della Dessì dotata in natura di una pastosità timbrica e di una carnosità inconfondibili che conferiscono sempre al suo canto una sensualità tangibile, ha permesso al soprano ligure di caratterizzare una protagonista fortemente passionale. Con gli anni la Dessì ha saputo mitigare certa asperità del registro acuto caratteristica dei suoi esordi che oggi risuona infatti più morbido e più omogeneamente saldato al vero e proprio rigoglio vocale dei centri che non hanno perso nulla del preziosissimo smalto originale. Considero la Dessì uno dei più paradigmatici esempi di quanto possa essere insuperabile il colore di una voce autenticamente italiana quando ben emessa come nel suo caso: si tratta di una corposità timbrica calda e vellutata che inutilmente si cercherebbe in voci di soprano lirico provenienti da altre aree geografiche. Siamo di fronte ad una cantante che tutto il mondo ci invidia, bisogna riconoscerlo con compiaciuto orgoglio. La grande esperienza dì questo soprano è infine evidente in una musicalità infallibile e nel fraseggio sempre rifinito in grado di conferire sostanza ed interesse anche alla modesta inventiva melodica di Nicolini.


Anche il tenore Fabio Armiliato si è ritagliato una considerevole fetta di successo personale rendendosi autore di una prova molto convincente. La voce di Armiliato è dotata di una maschia brunitura e di uno squillo più che apprezzabili che gli hanno permesso di delineare un Aleardo credibile per valore militare ed impeto appassionato. Il legame sentimentale che lo lega alla Dessì è come sempre evidente nel grande affiatamento che questi due cantanti hanno maturato nell’arco delle loro innumerevoli collaborazioni; questo affiatamento permette loro di risultare sempre molto verosimili nei panni di una coppia amante come nel caso di Aleardo e Estella e puntualmente quando questi due cantanti si trovano a condividere la scena come nei duetti di quest’opera, tale incontro si traduce in un momento teatrale sempre molto coinvolgente.

Fulvio Zannella  OPERACLICK - Maggio 2007



Musica Classica
La zingara guerriera

Libretto di Paolo Limiti, musica di Luigi Nicolini.
Milano, Teatro Dal Verme Operazione nostalgica quella di Paolo Limiti, di comporre un'opera in due atti, anno 1848, tra furori risorgimentali, amori impossibili fra il duca Aleardo e la zingara Estella, in un non-lieto fine assicurato?
Forse, ma non può essere che la nostalgia - il desiderio del ritorno - faccia bene? Se non altro al cuore della gente che delle opere contemporanee non gradisce molto, tanto a volte sono cervellotiche, perciò lontane dal pubblico. La sensiblerie dell'opera di Limiti-Nicolini è tardoromantica, si direbbe straussiana-pucciniana e i riferimenti si colgono nei duetti, nel brindisi, negli ariosi, soprattutto nell'aura dolcemente fatale che perdura lungo i due atti. Nicolini è abile nel reinventare una musica per nulla zuccherosa o roboante, anzi delicata, con un tessuto orchestrale sostanzioso ma che lascia il canto libero. Il libretto di Limiti, pur con qualche eccesso di letterarietà, è essere coerente nell'impostare lo svolgimento del dramma e nel raccontarlo.
Certo, nel 2007 non si può tornare all'antico, ma reinventarlo sì, e allora l'operazione diventa lavoro intelligente, raffinato se è fatto con passione e con l'occhio diretto ai sentimenti più immediati.
Della Zingara, un momento intenso - a parte quelli brillanti, come la marcia, o alcuni duetti delicati - resta il finale, così preciso, nel tremolo degli archi che si accende e si spegne favorendo l'immagine del tramonto senza tragedia, pur nella sofferenza della morte.
Certo, voci come quella fragrante di Daniela Dessì, quella virile di Fabio Armiliato e melodiosa di Roberto Servile,insieme all'ottimo Coro del Municipale di Piacenza, alla valida Orchestra Toscanini diretta da un determinato Steven Mercurio hanno giovato, e molto, alla bella impresa di Limiti-Nicolini.
Si attende la messinscena dell'opera, data in forma di concerto. Con qualche aggiustamento, com'è naturale. E con la speranza che altri autori inventino melodrammi, pur non tonali come la Zingara, ma come questa pieni di passione.

Mario Dal Bello Città Nuova  27 Maggio 2007


ZINGARA PER UN GIORNO

Per questo debutto sono state fatte le cose in grande, un cast di protagonisti di livello internazionale, l'Orchestra della fondazione Toscanini diretta da Steven mercurio e il coro del teatro municipale di Piacenza hanno fatto sì che l'esecuzione in forma di concerto riscuotesse un caloroso successo da parte del foltissimo pubblico del teatro milanese. Casa Ricordi, un marchio di prestigio nella nostra storia musicale, ha deciso di editare l'opera.

Grandi interpreti, si diceva. E' innegabile che Fabio Armiliato e Daniela Dessì abbiano dato un grandissimo contributo alla realizzazione dell'opera; i due bravissimi artisti, con entusiasmo, si sono cimentati nei ruoli di Aleardo e estella, forti delle loro qualità vocali e, se da una parte la Dessì ha sfoggiato una qualità timbrica e una corposità vocale d'eccezione, dall'altra Fabio Armiliato ha fatto suo il personaggio di Aleardo con uno smagliante squillo tenorile e una tenuta vocale di tutto rispetto; sembrava che il ruolo fosse scritto per lui.

Roberto Brasco  L'OPERA  - Giugno 2007

 

 

 
 

     

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