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Interview:


IL CORRIERE MERCANTILE
(Genova)
7 Febbraio 2007

 

 

 

"Il suo Chènier è il migliore
dei nostri giorni."

G. C. Landini - L'OPERA

 

 

"Un Pinkerton, chiaramente
memore della lezione di Gigli."

Roberto Mori - L'OPERA

 

 

"Es dificil hallar hoy mejor
Radames que Fabio Armiliato."

G. Alonso - LA RAZON

 

 

LOVE DUETS - Philips

Last update:  22/10/2007

 

MANON LESCAUT


Vienna: 30 Gennaio; 2, 9 Febbraio;
6, 10, 18 Ottobre 2007

CAST

Manon Lescaut   DANIELA DESSI'
                Renato Des Grieux
   FABIO ARMILIATO                   
          
        Lescaut  Adrian Eröd           
                   Geronte  JANUSZ MONARCHA   

___________

Conductor   Miguel Angel GOMEZ-MARTINEZ

     Regia   ROBERT CARSEN
 


MANON LESCAUT in Vienna

Daniela Dessi in the title role produced a well-rounded character culminating in a touching finale, her rendering well paced, and charming in manner...

Her Des Grieux, Fabio Armillato does have his moments, singing passionately and with sensitivity...

The Opera Critic  19 Ottobre 2007



Jetzt paßts!

„Wurscht“, heute Abend siegte das gut  eingespielte Langzeitpaar. Fabio Armiliato und Daniela Dessi sind schon lange am gemeinsamen Lebensweg und kein von den Printmedien gepuschtes Traumpaar. Umso mehr überzeugten sie heute Abend mit ihrer Natürlichkeit im Singen und bei diesen Rollen natürlich auch im Spiel Ganz ohne aufgesetztes Getue. Stimmlich beide in Hochform, waren alle drei Arien des Renato und natürlich die leidenschaftlichen Duette immer wieder Höhepunkte. Besonders die Szene im dritten Akt trieb schon etwas Wasser in die Augen. Die schöne Manon wäre in Gestalt für Frau Dessi konventionell gekleidet, nur allzu verständlich. Man sah im zweitem Akt wie unangenehm sie sich in dieser verblödeten Nichtregie fühlt. Das Musikalische allerdings litt keine Sekunde darunter. Duette wie schon erwähnt vom Feinsten, menschlich schwer beeindruckend die Erkenntnis des Fehlers in der ersten Arie, der Kampf ums Überleben ging unter die Haut. Den „veristischen Belcanto“ haben diese Beiden super im Griff, und so gehört es gesungen, ohne jegliches verzichtbares pseudointelektuelles Getue ohne Töne.                                                                              

 Dr. Elena Habermann - Der Neue Merker.


Adesso si che funziona!

Questa sera vince la vera coppia affiatata. Fabio Armiliato e Daniela Dessì percorrono da tempo la loro vita insieme ma non sono una di quelle “coppie da favola” super-spinte dai media.  Proprio per questo nella recita odierna hanno convinto pienamente nei loro rispettivi ruoli anche come attori ma soprattutto con la naturalezza del loro canto, senza mai dover ricorrere ad artifici ostentati. Vocalmente in forma smagliante,  tutte e tre le arie di Renato Des Grieux e gli appassionanti duetti erano i vertici più alti della serata. In particolare la scena del terzo atto ha fatto realmente venire le lacrime agli occhi.
La bella Manon sarebbe stata più facilmente identificabile nella figura della Signora Dessì, se solo fosse stata vestita in modo convenzionale. Nel secondo atto si poteva cogliere il suo disagio per questa stupida "non-regia"; ma la parte musicale non ne risentiva neanche per un istante. Duetti raffinatissimi, umanamente impressionante nel riconoscere gli errori commessi e nella sua prima aria (In quelle trine morbide n.d.t.) l’espressione della lotta per la sopravvivenza era veramente toccante. Il "Belcanto Verista" è dominato in modo eccellente da questi due splendidi interpreti: è così che si canta ! Ci si rende così conto che di atteggiamenti pseudo-intellettuali, senza musica, si può fare anche a meno.

 Dr. Elena Habermann - Der Neue Merker


 

(ANSA) - VIENNA, 6 FEB - Grande accoglienza a Vienna per i cantanti italiani Daniela Dessì e Fabio Armiliato in questi giorni alla Staatsoper con Manon Lescaut con la regia di Robert Carsen e il maestro Miguel Gomez-Martinez sul podio dell'orchestra dell'opera di stato.
Il regista ambienta il capolavoro di Giacomo Puccini ai giorni nostri. La scena è sempre la stessa. Al primo atto una strada piena di negozi di alta moda che sottolineano le fantasie di lusso di Manon.
Poi la strada si trasforma in un penthouse sullo skyline di grattacieli di una metropoli moderna, e, infine, diventa un garage desolato nella scena finale (in originale un deserto) dove Manon, nelle braccia dell' amato Des Grieux (Armiliato), muore di sete e di stenti. Grandi applausi per tutti alla fine ma sopratutto per il soprano e il tenore. (ANSA).


MUSICA: DESSI'-ARMILIATO, ASSIEME PER L'AMORE E L'ARTE /ANSA
SUCCESSO A VIENNA CON 'MANON LESCAUT' E DUETTO IN RADIO


(ANSA) - VIENNA, 6 FEB - Un duo fortunato nella vita e sulla scena, e non solo: dopo il successo riscosso in questi giorni alla Staatsoper a Vienna in Manon Lescaut di Giacomo Puccini, Daniela Dessì e Fabio Armiliato, si rivelano anche un duetto affiatato ai microfoni della radio austriaca, che li ha intervistati per un matineé radionofico, in onda nei prossimi giorni sul primo canale Oe1.
Genovesi entrambi, vicini di casa per anni senza conoscersi, Daniela e Fabio si direbbe che ce l'hanno messa tutta per evitarsi, fino a che il destino ha preparato loro un appuntamento che gli avrebbe cambiato la vita. Avevano già cantato assieme un paio di volte, ma è stato con l"Andrea Chenier' di Giordano che è scoccata la scintilla che ha fatto nascere l'amore e il sodalizio artistico. Oggi sono una coppia affermata e ricercata nei migliori teatri lirici.
A Vienna, per la ripresa di Manon Lescaut (regia di Robert Carsen, direttore Miguel Gomez-Martinez), hanno conquistato il pubblico: quello in platea la sera alle recite, e quello che ha assistito ieri, nella Sala Mahler della Staatsoper, alla registrazione dell'intervista radiofonica.
Per la Dessì, la carriera era cominciata prestissimo, in famiglia: a due anni già cantava arie di Mozart in casa. Poi ha bruciato le tappe anche come comparsa a Caracalla per arrivare  presto al debutto a soli 17 anni. Dal repertorio barocco, a Mozart, a Verdi, la svolta fu con Muti alla Scala con Mozart. Oggi, dice, purtroppo Mozart non glielo offrono più: di voci come la sua, di colore scuro, piena, ce ne sono poche in giro per cui viene prevalentemente scelta per opere difficili verdiane o appunto come la Manon pucciniana. Il suo cammino, spiega, è sempre stato per tappe, "non traumatico, per rispetto della voce". Oggi "i cantanti corrono troppo per diventare famosi, bisogna correre invece per diventare bravi e tenere i piedi per terra", dice criticando la 'hollywoodiziazione' del canto.

Anche Armiliato crede allo studio e ai buoni maestri, e critica quei cantanti che mettono l'ego avanti all'arte. Ammette che ha dovuto studiare molto perché la sua voce arrivasse a quello che è oggi. Oltre ai giganti Caruso e Gigli, i suoi modelli sono Franco Corelli e Carlo Bergonzi, che gli hanno trasmesso l'insegnamento dell'umiltà e del servizio. "L'opera - gli disse una volta Corelli - non morirà, mai è troppo bella". Era "molto umile, una cosa molto rara", dice aggiungendo che Corelli gli suggeriva sempre per modestia di "non sentire i suoi dischi".
Anche Bergonzi credeva nel servizio: "noi cantanti siamo solo degli interpreti, e dunque al servizio per trasmettere alle nuove generazioni, lasciare al genere umano, questa grande arte del canto vecchia 400 anni", ha detto Armiliato fra gli applausi.
Anche sulla regia la coppia vede allo stesso modo: moderna sì ma senza stravolgere opera e la musica. Fra i vari intermezzi scelti per la trasmissione radiofonica, uno bellissimo della Dessì, l' aria dalla Tosca 'Vissi d'arte...', e un altro altrettanto famoso e difficilissimo di Radames nell'Aida cantato da Armiliato: "é un'aria davvero difficile", dice il tenore citando ilarità in sala perché il pensiero corre all'apertura della Scala con Aida, quando il  Roberto Alagna abbandonò la scena dopo essere stato fischiato.   
Infine la Dessì e Armiliato ammettono di avere studiato tutta la vita per due ruoli ardui nei quali ora, separatamente, debutteranno: 'Norma' di Bellini lei, 'Otello' di Verdi lui.
Poi di nuovo assieme in 'La Forza del destino' di Verdi nel 2008.  

(di Flaminia Bussotti) (ANSA).

 
 

 

 
 

     

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Last modified: ottobre 22, 2007
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