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Roma: FRANCESCA DA RIMINI
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Corriere della Sera
IL MANIFESTO
Il Giornale della Musica

Città Nuova

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20, 23, 25, 27, 29  Novembre 2003

FRANCESCA DA RIMINI
Tragedia in 4 atti di Gabriele D'Annunzio
Libretto di Tito Ricordi
Musica di Riccardo Zandonai

 

Personaggi e interpreti
 
Francesca
Samaritana
Ostasio
Gianciotto-Giovanni
Paolo il bello
Garsenda
Malatestino
Ser Toldo
Giullare
Torrigiano
Biancofiore
Altichiara
Adonella
Smaragdi
 
Daniela Dessì
Patrizia Orciani
Alessandro Paliaga
Alberto Mastromarino
Fabio Armiliato
Rossella Bevacqua
Ludovit Ludha
Mario Bolognesi
Domenico Colaianni
Angelo Nardinocchi
Bernadette Lucarini
Cristina Reale
Michela Marconi
Giacinta Nicotra


* * *

Direttore d'orchestra Donato Renzetti
Regia Alberto Fassini
Scene Mauro Carosi
Costumi Odette Nicoletti
Maestro del Coro Andrea Giorgi
Coreografie Marta Ferri

* * *
ORCHESTRA, E CORO DEL TEATRO DELL'OPERA
NUOVO ALLESTIMENTO

 

 

 

 

 

 

 

 

(© Foto FALSINI)

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RECENSIONI

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Francesca da Rimini rarità da rivalutare

Com'è noto, il ruolo della protagonista richiede perentoriamente una cantante-attrice fuori dal comune che il teatro capitolino ha individuato in Daniela Dessì, all'esordio nella difficile parte. Diciamo subito che il soprano ha superato l'ardua prova; certo, con il tempo e la maturazione il personaggio potrà essere affinato per renderlo più aderente a quel carattere assorto e tormentato che D'Annunzio gli ha conferito secondo la descrizione che dell'infelice giovinetta fa il Torrigiano: «Rado sorride. Sempre annuvolata di pensieri e crucciosa. Non ha pace».
Superiore alla resa scenica è stata quella vocale: in possesso di un bel timbro compatto ed omogeneo la Dessì esibisce una linea di canto vigorosa, dal nobile accento, capace di incupirsi in angosciose meditazioni o di esplodere in balenanti guizzi drammatici.
Accanto a Francesca, un altro esordiente, il tenore
Fabio Armiliato (compagno nella vita della Dessì); è stato un Paolo il Bello di notevole efficacia grazie ad un timbro vigoroso, dallo squillo smaltato e naturalmente sensuale. Assieme con la protagonista nei duetti del terzo e quarto atto, realizza quadri di grande fascino tra sogno e languore di disegno preraffaellita.
Implacabilmente tonante Gianciotto è il baritono
Alberto Mastromarino la cui interpretazione è tutta sul truculento versante verista con trucibalderie aggiuntive.

Michele Bollettieri
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, 22 Nov. 2003

La passionaria di Rimini (che voce!) vince il kitsch

... Tuttavia l'altra sera nessuno è riuscito a dare le ali del movimento all'ottima compagnia di canto, bloccata nei sontuosi costumi di Odette Nicoletti, come in altrettante camicie di forza. Così nessuno ha liberato dall'impacciato colore rosa-e-celeste le ancelle e sorelle della trionfante neo-Francesca-da-Rimini- innamorata (ma non si vedeva che lo era): una magnifica Daniela Dessì (foto), costantemente, eroicamente di scena, in tutti e quattro gli atti. Insomma, le voci, il belcanto, erano il punto di forza della messinscena. E il punto debole? L'eccessivo pudore gestuale. Tutto un saliscendi di gradini e gradoni, con i protagonisti ora ingenuamente svenevoli, come le finte cantanti-ballerine vestite di bianco o gli impettiti Malatesta & Co. Nessuna leggerezza, se non nella qualità vocale. Neppure Paolo il bello, alias Fabio Armiliato, il tenore dalla voce suadente, si muoveva disinvolto. Da dove proveniva l'impaccio gestuale di una compagnia di canto più che rodata? Era il regno del bel costume (e dell'immobilismo). Da un lato la corretta direzione e concertazione di Donato Renzetti, dall'altro l'orgogliosa regia di Alberto Fassini e le gigantesche scene di Mauro Carosi. Scene che richiedevano, ahi!, tra un atto e l'altro, intervalli interminabili.
La magia musicale dell'interpretazione esiste comunque, il che mette in salvo Daniela Dessì quale passionaria di Rimini.

Mya Tannenbaum

Cronaca di Roma , 22 Nov. 2003-11-2003

LIRICA
Una preraffaellita «Francesca da Rimini»
All'Opera di Roma, torna la pièce di Riccardo Zandonai, dirige Donato Renzetti

Roma….Lo spettacolo è di buon livello, grazie soprattutto alla direzione di Donato Renzetti, che guida l'orchestra con sicuro intuito teatrale; certamente una delle prove più convincenti di questo maestro, che sottolinea soprattutto i meriti della strumentazione di Zandonai. Sul palcoscenico Daniela Dessì appare vocalmente suadente e concentrata come interprete, nel ruolo del titolo, mentre Fabio Armiliato, come Paolo il bello, è ammirevole soprattutto quando lascia la sua bella voce all'interno dell'espressione lirica, senza sforzare.
Pieno successo accordato da un teatro non gremito.

Arrigo Quattrocchi
IL MANIFESTO  22 Nov. 2003

Francesca in gioielleria

Nella "Francesca da Rimini" Zandonai dimostra di conoscere bene Strauss e, sulle sue tracce, cerca di trasformare l'orchestra in una miniera di iridescenti gemme sonore, cui però mescola anche qualche sasso senza valore. Donato Renzetti ha attentamente scovato, lucidato e messo nella luce migliore queste gemme, una per una. Non è colpa sua (e tantomeno dell'orchestra, in vero stato di grazia) se questo raffinato uso dell'orchestra è inane, per colpa d'un soggetto pseudomedioevale indifferente alla grande cultura europea dell'epoca, e serve solo a dimostrare che Zandonai era un compositore ferrato e aggiornato.

Quando vuole, anche per le voci Zandonai trova andamenti sensuali, flessuosi, sensibili e decadenti, superando il gusto verista. Daniela Dessì valorizza proprio queste parti più moderne col suo fraseggio duttilissimo, cesellato con cura estrema, in cui vive la vibratile emotività di Francesca. La voce di Fabio Armiliato presenta notevoli differenze da registro a registro, ma è adoperata con maestria e intelligenza
.

Mauro Mariani
Giornale della Musica  
24 novembre 2003
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Volano le “colombe” di Zandonai

Zandonai è se stesso nel terzo atto, il cuore dell’opera, con quel lunghissimo duetto d’amore in cui Daniela Dessì (voce bella, piena, “rugiadosa”, attrice splendida) e Fabio Armiliato (assai maturato come cantante-attore) danno vita a Paolo e Francesca nell’estasi d’amore: dove il tema di Paolo, cantato nel primo atto dal violoncello diventa sentimento “allargato” nell’orchestra.

Mario Del Bello
Città Nuova, n.o 23- 2003-12-01
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La historia de amor de Francesca da Polenta y Paolo Malatesta integra la nómina de los enamorados más célebres de la literatura occidental, junto con Dido y Eneas, Romeo y Julieta, Tristan e Isolda, Manon y Des Grieux y alguno más.

La soprano Daniela Desì fue una convincente ‘Francesca’, cantando con buena línea, escuela y volumen.
Fabio Armiliato superó con holgura los requerimientos de su parte de ‘Paolo’, su volumen es apreciable y su ’squillo’ atrayente.

Gustavo Gabriel Otero - MUNDO CLASSICO  25/11/2003 _____________________________________________________________________________________

Coppia sulla scena e nella vita, Daniela Dessì e Fabio Armiliato si sono consacrati al repertorio fin de siècle. Sul palco Dessì e Armiliato rendono questa immagine alla perfezione. Siamo al duetto d'amore del terzo atto. Complice il libro, seduti sul letto, si baciano un po' da lontano. Poi si avvicinano, lui la stringe scivolando pian piano sul pavimento da dove continua ad accarezzarla e a baciarla con baci veri.Innegabile che l'alto grado di naturalezza della scena sia dovuto all'intima confidenza tra i due cantanti, per figura e credibilità protagonisti ideali dell'opera.

Gregorio Moppi - DRAMMATURGIA.IT ; 25 Novembre 2003

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Last modified: febbraio 09, 2004