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Palermo: ANDREA CHENIER
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16, 18 marzo 2005

CAST

Andrea Chénier Fabio Armiliato
Carlo Gérard Genaro Sulvaran
Maddalena di Coigny Daniela Dessì
Bersi Monica Minarelli
La contessa di Coigny Diana Bertini
Madelon Dragana Yugovic
Roucher Danilo Rigosa
Pierre Fléville Antonio Marani
Fouquier Tinville Carlo Morini
Mathieu Mario Bellanova
Un incredibile Aldo Orsolini
L'abate Giuseppe Caltagirone
Schmidt Giovanni Bellavia
Maestro di casa Mario Di Peri
Dumas

Gianfranco Barcia

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Conductor   ANDREA LICATA    
               Director    GIANCARLO DEL MONACO

 

 

 

 


 

 

 

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RECENSIONI

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  Perfettamente azzeccata ed in forte sintonia con la lettura registica di Del Monaco mi è sembrata la scelta artistica di affidare a Fabio Armiliato e Daniela Dessì i ruoli legati alla coppia protagonista di questa produzione.
A Fabio Armiliato è sufficiente pronunciare il breve ingresso di "Madama la Contessa?" per far capire al pubblico in sala che il suo è un Andrea Chénier animato da nobiltà autentica, caratterizzata da doti quali lealtà, schiettezza, rispetto, coraggio, sposati, nel suo caso, ad un sincero animo poetico. Il difficile "Improvviso" è eseguito ottimamente con una particolare cura alla dinamica delle frasi in un alternarsi di slanci passionali sostenuti con sicurezza, intercalati da lirici abbandoni in un crescendo di tensione drammatica che vede come culmine dell’invettiva il difficilissimo ma perfettamente riuscito "contro agli uomini le lagrime dei figli"; il monologo d’ingresso è chiuso da Armiliato con un Si bemolle pieno e squillante al quale il pubblico decreta un generoso e prolungato applauso. Il delinearsi dell’animo poetico e al contempo fiero di Chénier è ottimamente completato da Armiliato, nel corso dei successivi momenti topici a lui riservati. "Si, fui soldato" è cantato con ottimo legato, colorando e sfumando frasi quali "Con la mia voce ho cantato la patria!" riuscendo così a portare, anche eroicamente, in evidenza tutta la lealtà ed il sincero amore del poeta per la propria terra. Nel corso di quest’aria molto riuscita è risultata l’indicazione registica che porta Chénier a impugnare una bandiera francese stesa su una tavola a mo’ di tovaglia e con estrema decisione avvolgervisi con passione patriottica. A suggello di una prestazione che pone, senza ombra di dubbio, Fabio Armiliato fra i pochissimi che possono essere considerati, odierni interpreti di riferimento di questo ruolo, vi è la romanza del quarto quadro "Come un bel dì di maggio" cantata con notevole passione, buon gusto ed estrema sicurezza. La buona prova vocale e interpretativa di Armiliato è stata suggellata da un’ottima resa scenica per la quale ha senza dubbio giovato, così come sugli altri interpreti, la mano di Giancarlo Del Monaco.
Al fianco del protagonista maschile, a vestire i panni di Maddalena di Coigny era una toccante Daniela Dessì la quale fa crescere caratterialmente il personaggio nel corso dell’opera, in maniera davvero eccezionale. Nel corso del primo quadro è bravissima, sia vocalmente che scenicamente, a far emergere il lato frivolo, sbarazzino e leggero di una giovane ragazza aristocratica che vive in un mondo fatto di feste, parrucche e volti incipriati. Nei quadri successivi sfrutta adeguatamente le molte doti in suo possesso, quali: carisma interpretativo, ottima tecnica vocale e voce di timbro splendido per far risaltare l’amore passionale e profondo che nutre per Chénier, ma soprattutto per cesellare una "Mamma morta" cantata con accenti vibranti e dolenti, tali da far trasparire tutto il dolore subito e la rassegnazione per un futuro che senza il suo Chénier, non c’è. Il pubblico che ha seguito ogni nota trattenendo letteralmente il fiato, alla fine della romanza, è esploso in un’autentica ovazione.
A quanto già scritto voglio aggiungere e sottolineare le emozioni che la coppia protagonista è riuscita, con grande naturalezza, a trasmettere durante i fondamentali duetti toccando vertici di passione amorosa a chiusura del secondo quadro e di grande drammaticità a chiusura dell’opera. Tra l’altro, proprio in riferimento al duetto finale, va detto come le notevoli difficoltà poste dalla partitura, e non ultimo da una suono orchestrale eccessivo, siano state superate, da entrambi, con successo.

 Danilo Boaretto   OPERACLICK.COM - 18.5.2005

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E nella sommessa rievocazione come anche nello slancio finale Daniela Dessì aveva modo di delineare un canto tra limpidezza di acuti e sottile finezza di sfumature che ombravano la sua "Mamma morta" e davano intensità ai suoi slanci drammatici. Il protagonista di Fabio Armiliato conquistava gradualmente accenti e accorto fraseggio e un'espressività misurata sottratta all'enfasi che, soprattutto nella seconda parte, acquisiva apprezzabile rilievo.

Sara Patera  IL GIORNALE DI SICILIA 18 Marzo 2005

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"Andrea Chénier" le tinte forti piacciono

Al buon risultato teatrale dello spettacolo contribuiscono poi anche i bei costumi e la buona presenza scenica dei cantanti e del coro.
Ma il successo di un´opera come Andrea Chénier passa necessariamente dalle voci soprattutto quelle dei ruoli protagonisti. Fabio Armiliato, Chénier, e Daniela Dessì, Maddalena, si fanno apprezzare per la continua ricerca di una misura interpretativa che coglie il lato più riflessivo e nostalgico di questi due personaggi ma anche per il trasporto, mai eccessivo, con il quale affrontano le celebri pagine dell´opera.
Per loro applausi e ovazioni convinte e commosse da parte del pubblico.

Giovanni La Barbera    LA REPUBBLICA  - 18 Marzo 2005

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Last modified: marzo 19, 2005