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"La triade
TIBERINI-PERTILE-ARMILIATO rappresenta la linea di continuità, attraverso i secoli, della grande tradizione tenorile italiana."

Giosetta Guerra - 7/8/2007
 

"Fabio Armiliato è un tenore oggi
nel pieno di una sfolgorante
maturità artistica."
Alessandro Mormile

L'Opera - Luglio 2007
 

"Il tenore Fabio Armiliato è sicuramente il più nobile Ernani
oggi in circolazione."

M.o Bruno Campanella
Interview La Stampa
 

"Il suo Chènier è il migliore
dei nostri giorni."

G. C. Landini - L'OPERA
 

"Es dificil hallar hoy mejor
Radames que Fabio Armiliato."

G. Alonso - LA RAZON


"Gli esempi della capacità di donare colori pertinenti al senso della frase rivelano quanto Armiliato sia oggi, nel panorama tenorile internazionale, esempio di intelligenza musicalità e professionalità da ammirare."
Alessandro Mormile
L'OPERA - Marzo 2008

 

 

Hanno detto....Quotes...





 

Last Update:
06 May 2009


 

 


ANDREA CHENIER


Daniela Dessì - Soprano
Fabio Armiliato - Tenore
Conductor: Marco Boemi
Release Date: Novembre 2005
Num of Discs: 1
Label PHILIPS
RS 476 3061
SPARS code: DDD


LOVE DUETS  DANIELA DESSI’ e  FABIO ARMILIATO

Daniela Dessì e Fabio Armiliato formano ormai da alcuni anni una coppia solidissima sia artisticamente che nella vita privata. Non a caso questo recital si intitola Lave Duets (Philips) e riunisce brani di un repertorio già frequentato dai due cantanti con altri che rappresentano curiose rarità quando non veri e propri «annunci» di futuri debutti scenici. Come prima cosa vorremmo sottolineare un fatto: tanto spesso trovano la strada della sala d'incisione voci «liofiliz­zate» in gran parte di origine anglosassone, ma non solo, che vengono lanciate dalle major come veri e propri feno­meni, mentre cantanti italiani validissimi stentano a farsi largo nel panorama discografico come meriterebbero.

Daniela Dessì e Fabio Armiliato senza dubbio appartengono al secondo gruppo: lui possiede voce autenticamente tenorile, brunita, dallo slancio generoso, che nel corso degli anni è andata affinando le risorse tecniche ed espressive, lei è una delle poche eredi della grande scuola di canto italiana, ed unisce al bruciante temperamento dell'interprete, il fascino di un colore timbrico particolarissimo, screziato di venature ora drammatiche ora pastellate di fascinose sfumature, non disgiunto dalla rigogliosa e aristocratica pienezza dei mezzi di una cantante nella sua splendida maturità.

Così la ascoltiamo per la prima volta nei panni di Norma in un'autorevolissima esecuzione di «In mia man alfin tu sei», nel cui incisivo fraseggio, in certi fulminei scarti vocali, in taluni cupi bagliori, ci è sembrato di riascoltare «brividi» di matrice callassiana. Ecco invece Armiliato debuttare in Otello con «Già nella notta densa», in cui offre del personaggio un attendibile assaggio. Per entrambi, pare, seguiranno i relativi debutti in palcoscenico.

Oltre a «pezzi forti» del loro repertorio, tratti da Adriana Lecouvreur o La cena della beffe, una vera curiosità è rappresentata dai duetti di Elisir d'amore e Amico Fritz, dove la Dessì gioca a ritrovare la lirica leggerezza dei suoi esordi e Armiliato offre un approccio insolitamente virile, ma non inadeguato, anzi, alle figure di Nemorino e Fritz, oltre ad esibire, soprattutto nel finale del «Duetto delle ciliegie», un apprezabilissimmo ventaglio di nuances e mezzevoci.

Gran finale con una travolgente esecuzione dello sfolgorante finale di Andrea Chénier, «Vicino a te s'acqueta!», in cui i due artisti, in estroversa tenzone di acuti trascinanti e impetuosi, attraverso il pathos della loro interpretazione suscitano momenti di autentica commozione.

Dirige diligentimente la Wurttemberische Philharmonie Marco Boemi. 

Nicola Salmoiraghi,  L’OPERA – Dicembre 2005


Daniela Dessì e Fabio Armiliato: Duetti d'amore - CD

OperaClick non poteva lasciar passare inosservato l’interessante CD che verso la fine del 2005, la divisione Universal Classics di Philips ha riservato agli appassionati d’opera del mercato italiano e successivamente, del resto del mondo; facciamo riferimento all’intelligente proposta che vede come protagonisti l’ormai celebre coppia Daniela Dessì e Fabio Armiliato, impegnati sulle note di otto duetti d’amore fra i più celebri che la produzione operistica abbia prodotto nell’arco di circa due secoli.
Il CD si apre con uno dei duetti d’amore più emozionanti che abbiano mai preso vita da penna di compositore: “Teco io sto”, l’incontro mozzafiato che nel secondo atto del Ballo in Maschera, fa palpitare i due protagonisti dell’opera.
Assolutamente eccezionale il risultato raggiunto nel duetto di Norma “In mia man”: qui le screziature violacee che Daniela Dessì riesce ad infondere con mirabolante perizia ad alcune frasi scolpite sui centri, fanno da perfetto contraltare alle risposte altere del Pollione di Fabio Armiliato il quale evidenzia centri scuri e di bel colore con gravi sonori e importanti, ad esempio sul “No si vil non sono”; perfette le colorature della Dessì, in grado di scandire tutte le note come raramente in questo ruolo ci è stato dato a sentire ed altrettanto splendide sono le salite agli acuti presi con sicurezza e accentati con il necessario temperamento drammatico: c’è davvero da domandarsi per quale ragione non sia stata ancora realizzata una produzione di Norma con Daniela Dessì nei panni della sacerdotessa.
E dopo aver mostrato unghie e temperamento ecco che il soprano genovese, all’occasione, trasforma totalmente emissione e colore vocale riadattandolo alla grazia un po’ smorfiosetta di Adina: rispetto a Norma sembra persino un altro soprano… l’emissione è alta, facile e leggera, il gusto sopraffino, la sicurezza estrema; assolutamente strabiliante e fuori dal comune, soprattutto pensando agli ultimi trent’anni di teatro, la capacità di Daniela Dessì di variare colore vocale, accenti, emissione a seconda del personaggio interpretato e del relativo repertorio. Molto bravo anche Fabio Armiliato nei panni di Nemorino: costretto ad alleggerire, canta evidenziando una piacevole facilità di emissione ma soprattutto palesando una divertente adesione al personaggio.
Il duetto seguente vede impegnati colei che a mio avviso è forse stata - ed è tuttora - la più grande Desdemona del dopo-Freni accanto all’Otello di Fabio Armiliato, ruolo che il tenore genovese debutterà nel prossimo futuro e nel quale ci mostra le buone potenzialità interpretative.
Simpatica è la proposta e buona l’esecuzione di quel “duetto delle ciliegie” tanto celebre ai tempi di Gigli, come altrettanto interessante e ben realizzato il difficile e piuttosto raro duetto “Che?! Voi?! Messere, come siete entrato?!” da La cena delle beffe.
In chiusura ancora Giordano ed il suo massacrante duetto finale dell’Andrea Chenier che tante soddisfazioni ha dato alla Nostra coppia in molti importanti teatri del mondo; i motivi del successo sono facili da comprendere ascoltando l’esecuzione qui proposta , affrontata da entrambi con estrema sicurezza vocale ma soprattutto con palpitante passionalità.
Corretto e professionale ci è parso l’accompagnamento orchestrale offerto dalla Württemberische Philharmonie diretta da Marco Boemi.

 

Danilo Boaretto  OPERACLICK.COM  August 2006


Gemeinsam sind sie stärker

Wer all die "Mega-Events" auf Opern- und Festspielbühnen mit den sogenannten Superstars und "Traumpaaren der Oper" satt hat, sollte sich dieses Duo einmal anhören. Die Tonträgerindustrie und die Event-Veranstalter schütten das Publikum mit ihren hochgepushten Gesangs-Traumpaaren förmlich zu. Ob Anna Netrebko und Rolando Villazon oder Angela Gheorghiu und Roberto Alagna - sie alle liegen zwar im Spitzenfeld, aber es fehlt ihnen trotzdem an echter Weltklasse. Daniela Dessì und Fabio Armiliato jedoch haben alles, was notwendig ist: nämlich echte künstlerische Qualität und Musikalität.
Das italienische Duo, das - so wie Gheorghiu/Alagna - nicht nur auf der Bühne, sondern auch im Leben ein Paar ist, befindet sich auf dem besten Weg dazu, den anderen "Traumpaaren" ihren Rang streitig zu machen. Sowohl der 51jährige Tenor, der um einiges jünger aussieht, als auch die Sopranistin kommen aus Italien, wobei jeder im Alleingang eine Weltkarriere aufgebaut hat. Lustigerweise sprang für die beiden der berühmte Funke ausgerechnet beim Schlußduett von "Andrea Chenier" (von Umberto Giordano) über, womit ihre private Liaison begann. Wer den Schluß der Oper kennt, hofft natürlich nicht, daß die Liebenden bald kopflos werden.
Synergieeffekte finden sich nicht nur in der Wirtschaft, sondern offenbar auch in der holden Kunst. Bei der großartigen CD-Präsentation im Musikvereinsgebäude präsentierten sich die äußerst sympathischen Künstler als sehr bescheidene und zueinander liebevolle Menschen. Das live vorgetragene "Non ti scordar ..." von Ernesto de Curtis überzeugte die Zuhörer und -seher davon, wie sehr die beiden einander verehren. Ein ausgeglichenes privates Umfeld dürfte wohl tatsächlich der beste Förderer einer gelungenen künstlerischen Zusammenarbeit sein. Obschon jeder der beiden für sich spitze ist - gemeinsam sind sie unschlagbar.
Beim Hören ihrer CD mit dem symptomatischen Namen "Love Duets" fühlt man die unbändige Leidenschaft der beiden in jedem Takt. Armiliato hat schlichtweg einen perfekten Tenor, und Daniela Dessì eine strahlende Sopranstimme, die manchmal eine gewisse Schärfe hören läßt. Die klingt aber niemals unangenehm durch, und die Sängerin versteht sie außerdem geschickt zu kaschieren. Das Paar vermittelt eine superbe Bühnenatmosphäre, die nicht einmal durch das Aufnahmestudio beeinträchtigt wird.
Diese Scheibe ist quasi das Entrée der beiden; der Produktion sollen noch einige Operngesamtaufnahmen ("Andrea Chenier", "La fanciulla del West") und Solo-Silberlinge folgen. Festgehalten wurden acht Duette, die sich quer durch die italienische Musikgeschichte ziehen - angefangen von Donizettis "L´elisir d´amore" über Verdis "Otello" bis hin zum extremen Verismo von "Andrea Chenier". Dessì/Armiliato brillieren bei jedem Duett, wobei ihre Stärken klar beim späten Verdi und Verismo liegen. Vor allem das Liebesduett aus Verdis "Otello" macht gierig nach einer Live-Umsetzung. Gott sei Dank hat die Plattenfirma uns mit Gassenhauern wie "Bohème", "Butterfly" usw. verschont. Die intelligente Repertoireauswahl sollte als zusätzliche Kaufempfehlung gelten.
Begleitet werden die zwei Liebenden von der Württembergischen Philharmonie unter Marco Boemi. Das Orchester bietet eine durchaus ordentliche Leistung, der Dirigent ist den beiden ein hervorragender Begleiter. Gewisse orchestrale "Unschärfen" werden durch die behutsame Aufnahmetechnik gefiltert. Als unbescheidener und verwöhnter Konsument möchte man jedoch anscheinend immer das, was man gerade nicht haben kann - und das wären hier ein Orchester und ein Dirigent von Weltruf. Als die Universal bei der ersten CD von Anna Netrebko irgendeinen Nobody vor die Wiener Philharmoniker gestellt hatte, konnte man noch von einem Lapsus sprechen; hier offenbart sich aber doch eine Art Sparpolitik. Bei "Andrea Chenier" dirigiert beispielsweise Vjekoslav Sutej, der an sich ein guter Kapellmeister ist, doch bei "Weltproduktionen" sollte man lieber auch Dirigenten und Orchestern von Weltruf den Vortritt lassen. Das kann sich auf die Qualität und Verkaufszahlen nur positiv auswirken.
 

Herbert Hiess - www.evolver.at



 

 

     

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