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Parma: AIDA
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La Gazzetta di Parma
 

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19, 22, 24 Giugno 2005

CAST

         Aida   DANIELA DESSI'
                   Radames
   FABIO ARMILIATO               
                       Amneris   LUCIANA D'INTINO                 
   Amonasro   JUAN PONS              
                  Ramfis   MARIO LUPERI                

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Conductor   BRUNO BARTOLETTI

 


RECENSIONI


I poeti « all'opera » . E nascono rime per Parma
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La Poesia è andata all'Opera. Ed è rimasta incantata. Domenica scorsa, in occasione della quarta recita di « Aida » al Teatro Regio Parma, il soprano Daniela Dessí e il tenore Fabio Armiliato ( subentrati al binomio Guleghina Giuliacci) hanno mandato il pubblico in visibilio. Incessanti gli applausi da platea, palchi e loggione. Ad acclamarli c'erano anche tre dei massimi poeti contemporanei: il russo Evgenij Rejn, il greco Titos Patrikios e il polacco Adam Zagajewski. Ospiti del sindaco Ubaldi nel palco reale, i poeti hanno assistito allo spettacolo traendone forti emozioni. Enorme successo ha riscosso la direzione di Bruno Bartoletti, cosí come l'intepretazione del mezzosoprano Luciana D'Intino e del baritono Juan Pons. Rejn, Patrikios e Zagajewski a loro volta protagonisti di « Per altri versi/ Parma Poesia Festival » erano accompagnati da Giorgio Gennari, direttore artistico del Teatro Festival di Parma.


 

Daniela Dessì è un sontuoso soprano lirico che sa affrontare con competenza anche la rovente tessitura di Aida; la natura del suo strumento e il belcanto innato nel suo stile le permettono di sottolineare i momenti lirici con un gran de abbandono. Il temperamento da leonessa, la grinta di un fraseggio innervato da forte tensione danno ai passi pili concitati la necessaria penetrazione, senza che la Dessì debba forzare o cercare di assomigliare a quello che in gergo si intende per voce verdiana. La Dessì, semmai, è un'altra convincente dimostrazione di quanto sia erronea la concezione tradizionale e come voci più schiettamente liriche possano assecondare con maggiore verità la lettera dello spartito.
 

Ho ascoltato con vivo piacere Fabio Armiliato che ha offerto una bella prova. Ha eseguito con convinzione "Celeste Aida" e ha sottolineato il lirismo della pagina con morbida emissione e belle sfumature. Ha dominato con sicurezza l'intera parte con momenti particolarmente pregevoli nel III atto (specialmente "Sovra una terra estranea") e nell'intero IV atto (con una menzione per il II quadro, dove, soprattutto nell'inno conclusivo, Armiliato asseconda a dovere la linea e le indicazioni verdiane che invitano al canto dolce e sfumato.

 

La recita del 19 ha riscosso inve un successo trionfale con torrenziali applausi a scena aperta ed un consenso che di atto in atto è cresciuto fino all' apoteosi finale per Bruno Bartoletti e i suoi cantanti.

                                            Giancarlo Landini  L'OPERA  Luglio 2005

 

       

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Last modified: ottobre 11, 2005