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AIDA: Critiche

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Marseille: Giugno 1991

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"Le jeune ténor Fabio Armiliato, longiligne, grand, chantait pour la première fois à Marseille. Il montra des qualités d'expression et de musicalité de très bon aloi. Bonne voix homogène, aux aïgus amples et éclatants, bien amenèe et soutenue. Il fut très applaudi."

A. Mattalia - LE MERIDIONAL. June 3, 1991

"Fabio Armiliato est la révelation:....."Le Nil" lui permit de développer la vailance et la tenue de ses aïgus, la largeur de son medium; dans le duo avec Amneris et ancore plus avec Aida souleva les "BRAVA" par l'homogéneité des son chant, triomphant."

E. Santy - LE PROVENCAL. June 4, 1991

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New Jersey: Febbraio 1992

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"Not only did Italian tenor Fabio Armiliato sing magnificently, with trumpet-like high notes and elegant phrasing, he also sang with manly fire and with impeccable taste. This is no piggy tenor - in fact, Armiliato gave evidence of being that rarest of all operatic fauna, the intelligent tenor. He also happens to be tall, dark and handsome."

M. Redmond - THE STAR LEDGER. February 25, 1992

"The Radames, Fabio Armiliato, proved to be another welcome discovery. The tenor has a sweet voice that rings vibrantly at the top. He also knows how to sing Verdi; both his phrasing and his acting brought out the nobility of Radames' music."

J. H. Mazo - THE RECORD - February 25, 1992

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Verona ARENA: Luglio 1999

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"Fra gli interpreti principali debuttava il nuovo Radames di Fabio Armiliato. Alla sua prima volta in Arena, il tenore genovese ha plasmato un pesonaggio del tutto all'altezza con questa elegante edizione del capolavoro verdiano. Il suo accento è lucente, specalmente nel fraseggio e nella capacità di coniugare il tratto estetico con quello del guerriero. Rispetto a qualche suo predecessore è forse stato meno macho, ma quanta liricità è uscita dalla sua gola, quanta fierezza, scandita con accenti sicuri. Anche come innamorato il suo tratto ha mostrato un rincorrersi di slanci e di chiaroscuri di bella efficacia. Suggestivo il suo apporto nel terzo atto accanto a Sylvie Valayre e nel quarto accanto ad una Amneris, quella di Larissa Diatkova, sempre piì strepitosa."

G. Villani - L'ARENA  July 6, 1999

"FABIO ARMILIATO da qualche anno e' una realta' tenorile tutta italiana con una vasta area di consensi nel nuovo mondo. E' di ieri la sua prima AIDA all'Arena di Verona dove Jose' Cura ha declassato Radames.
Lui, il genovese Armiliato lo ha invece riscattato facendo intendere che sul palcoscenico non bastano le pompe della complicita' pubblicitaria a sostenere il peso di tanto ruolo. Pubblico finalmente soddisfatto e rivincita dei parametri vocali che hanno fatto la storia dell'epopea egizia."

V. Deliliers - LA RASSEGNA MELODRAMMATICA July/August 1999


"Si e' ripetuta la bella prestazione, centratissima nel suo ambito lirico, di Fabio Armiliato come Radames. Il tenore genovese merita un plauso speciale, vero punto di forza del Festival."

(g. v.)  L'ARENA  August 26, 1999

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New York MET: Ottobre 1999

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" Fabio Armiliato's Radames could produce clarion sound to rival the onstage trumpets ! "

J. R. Oestreich - THE NEW YORK TIMES October 11, 1999

IL TENORE ITALIANO FABIO ARMILIATO INCANTA IL METROPOLITAN
"Il tenore italiano Fabio Armiliato, il giovane Radames del N.J. State Opera di sette anni fa, sicuro di se' e maturo nella voce, ha troneggiato una squillante "Celeste Aida" e si e' fatto onore per vigore di canto articolato su uno smagliante registro acuto, per chiara dizione in italiano e per il pugnace impeto del confronto con Amneris al quarto atto."

F. Corsaro - AMERICA OGGI  October 12, 1999

"Il tenore Fabio Armiliato era Radames: ha risolto soddisfacentemente gli ostacoli della sua aria d'entrata, cantando con maggior sicurezza e fornendo una buona prestazione a partire dalla scena del Nilo; era altrettanto buono nella scena della tomba"

M. Hamlet-Metz  L'OPERA  December 1999

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Barcellona: Luglio 2003

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En cuanto al reparto vocal de esta reposición –en el primero de sus dos repartos alternativos– vale la pena destacar la adecuación de todos los intérpretes, empezando por la excelente química creada entre el Radames de Fabio Armiliato y la Aida de Daniela Dessì, pareja en la vida real. Armiliato fue afianzandose en su papel con un centro bien emitido y unos agudos cada vez más solventes, tras un “Celeste Aida” perfectamente cantado, aunque lo realmente destacable fue el exquisito fraseo y la elegancia de su canto. La Dessì, ofreció todo el lirismo y la ductilidad de su arte canoro, atenta a su parte y exquisita en los dúos, especialmente en el último donde ofreció toda la sinceridad y emotividad que requiere el personaje.

Per quanto riguarda il cast vocale di questa ripresa -nel primo dei due cast che si alternavano- vale la pena di evidenziare la piena adeguatezza di tutti gli interpreti, a partire dall'eccellente chimica creata tra il Radamés di Fabio Armiliato e l'Aida di Daniela Dessì, coppia anche nella vita reale. Armiliato ha preso sempre più confidenza in questo ruolo con un centro ben emesso e acuti ogni volta sempre più convincenti, dopo una "Celeste Aida" perfettamente cantata, ma la cosa ancor più rilevante fu il suo squisito fraseggio e l'eleganza del suo canto. La Dessì ha offerto tutto il lirismo e la duttilità della sua arte canora, attenta nelle sue parti solistiche e squisita nei duetti, specialmente nell'ultimo dove ha offerto tutta la sincerità e l'emotività che richiede il personaggio.

Fernando SANS RIVIÈRE - OPERA ACTUAL,  Settembre 2003

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EGITTO LATINO

L’Aida di Daniela Dessì può non essere la più opulenta possibile, però il soprano genovese, da troppo assente dalle scene del Liceo, ha dato una lezione di canto intelligente e sensibile, senza cadere mai in effetti di bassa leva, al servizio di una concezione piena di dolcezza della principessa etiope, favorita da un dominio rimarcabile dei pianissimi che Dessì ci ha dispensato in grande misura durante la rappresentazione, fino alla coinvolgente scena sotto la “Fatal pietra”. Al suo fianco Fabio Armiliato  ci fa ricordare che esistono più tenori italiani (e migliori) di quelli che già raramente visitano casa nostra. Guerriero coraggioso e amante appassionato, Armiliato rende giustizia in entrambi i versanti del ruolo di Radames, in ragione di un suono sempre ben coperto, di un centro attraente fino all’acuto fermo e per queste ragioni il suo debutto è stato veramente rimarcabile. Che nella vita reale poi Dessì e Armiliato siano una coppia, questo non guasta per niente perchè i loro duetti avevano un respiro sulla stessa lunghezza d'onda.

 Xavier Cester   - AVUI  (20 Luglio 2003)
 

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TENER PRESENTE IL PASSATO

Le operazioni di recupero potrebbero a volte essere lasciate nei musei, ma fortunatamente, l’opera è uno spettacolo fuori dal tempo che rivive ogni volta in ogni interpretazione. Moderna è la lezione di canto impartita dal tenore Fabio Armiliato e dal soprano Daniela Dessì: essi attingono dalla più genuina fonte della tradizione italiana e nella loro interpretazione di Aida e Radames riscopriamo il gusto per i colori, per l’eleganza e per la squisita dizione. La bellezza del canto senza abuso dei decibel, con voci ben proiettate e acuti fermi, ma senza effettacci, dando giusto valore alla parola, alle intenzioni e all’emozione.

Armiliato, che debuttava nel Liceo e la Dessì che ha fatto il suo debutto nel 1985 all’inizio della sua carriera, hanno conseguito un successo pieno. Il loro è il canto rivalorizzato – era veramente molto tempo che non si ascoltavano nel Liceo duetti cantati così meravigliosamente – e il pubblico li ha premiati generosamente.

Javier Perez Senz  -  EL PAIS (Nacional)   (20 Luglio 2003)

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ARCHEOLOGIA OPERISTICA DI LUSSO

Diretto al cuore – Durante la sera della prima è stata creata la giusta atmosfera grazie a due voci assolutamente nello stile italiano, per qualità e intenzioni, identificate in una coppia che sa molto bene quello che fa: Daniela Dessì e Fabio Armiliato. Il soprano genovese ha portato il personaggio nel suo terreno, cantandolo con consapevolezza, senza forzare nessuna nota grave, colorandolo fino all’ultima frase e attaccando gli estremi acuti con sicurezza, collocandosi in questo modo nel regno delle più grandi.

Armiliato ha imposto I suoi acuti impressionanti, proponendo un Radames eroico ma che sa molto bene come arrivare al cuore del pubblico.

PABLO MELÉNDEZ-HADDAD  - ABC  (20 Luglio 2003)

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“Aida” ritornò vincente

Nel ruolo principale, Daniela Dessì, un soprano che ci ha dato una versione lirica, amorevole e sensibile del personaggio verdiano, lontano dalle aggressive “soprano verdiane” e molto più orientata a darci una lettura intimista del personaggio. Il suo “Ritorna vincitor” fu una gioia e il suo dialogo con la rivale Amneris un’altra. Nell’aria del terzo atto si è trovata a lottare un poco per affrontare i terribili acuti che Verdi ha scritto, uscendone vittoriosa nel confronto. I suoi duetti con Amonasro e Radames e il finale con quest’ultimo coronarono un’eccellente lavoro e fu rabbiosamente applaudita.. Fabio Armiliato ha fatto la sua sortita affrontando “Celeste Aida”, che risolse bene. Nel resto della rappresentazione è andato in crescendo. Ha una voce di timbro molto bello, con “squillo” e emoziona nei diversi passaggi vocali. Fu molto ricompensato dal pubblico.

Roger Alier  - La VANGUARDIA  (20 Luglio 2003)

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IL RINNOVAMENTO

Daniela Dessì è una cantante molto musicale con un fraseggio attento, che è emersa soprattutto nei momenti più lirici, optando per una visione più intimista, quasi belcantista della sua interpretazione.
Fabio Armiliato è un tenore con uno strumento che si espande con brillantezza, forse un poco lirico per Radames, ma con un solido registro acuto, con un buon fraseggio e uno stile sicuro.

Albert Villardell  - EL MUNDO  (21 Luglio 2003)

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E' stata una Aida grandiosa e spettacolare....Daniela Dessì ci ha fatto ascoltare cose preziose nelle parti più liriche della partitura. E' difficile trovare  oggi un Radames migliore di  Fabio Armiliato, anche lui cantante "all'antica". Soprano e tenore, partner sulla scena e nella vita, si compenetrarono molto bene.

Gonzalo Alonso  LA RAZON  (21 Luglio 2003) 

 

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Parma: Giugno 2005

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Daniela Dessì e un sontuoso soprano lirico che sa affrontare con competenza anche la rovente tessitura di Aida; la natura del suo strumento e il belcanto innato nel suo stile le permettono di sottolineare i momenti lirici con un gran de abbandono. Il temperamento da leonessa, la grinta di un fraseggio innervato da forte tensione danno ai passi pili concitati la necessaria penetrazione, senza che la Dessì debba forzare o cercare di assomigliare a quello che in gergo si intende per voce verdiana. La Dessì, semmai, è un'altra convincente dimostrazione di quanto sia erronea la concezione tradizionale e come voci più schiettamente liriche possano assecondare con maggiore verità la lettera dello spartito.
 

Ho ascoltato con vivo piacere Fabio Armiliato che ha offerto una bella prova. Ha eseguito con convinzione "Celeste Aida" e ha sottolineato il lirismo della pagina con morbida emissione e belle sfumature. Ha dominato con sicurezza l'intera parte con momenti particolarmente pregevoli nel III atto (specialmente "Sovra una terra estranea") e nell'intero IV atto (con una menzione per il II quadro, dove, soprattutto nell'inno conclusivo, Armiliato asseconda a dovere la linea e le indicazioni verdiane che invitano al canto dolce e sfumato.

La recita del 19 ha riscosso inve un successo trionfale con torrenziali applausi a scena aperta ed un consenso che di atto in atto è cresciuto fino all' apoteosi finale per Bruno Bartoletti e i suoi cantanti.

                                            Giancarlo Landini  L'OPERA  Luglio 2005

 

 

 

 

 

 

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Last modified: ottobre 03, 2005