|
Enrico
Toselli
(1883-1926) fu pianista e compositore italiano.
Bambino prodigio al pianoforte, eccezionale ed acclamato concertista
in giovane età, si procurò tuttavia una celebrità ancor maggiore
quando sposò Luisa d'Asburgo Lorena, nobildonna di tredici anni più
anziana che per Toselli abbandonò il marito il quale divenne in
seguito nientemeno che re di Sassonia. L'attenzione della critica si
affiancò quindi alle maldicenze e ai pettegolezzi del popoLo. La
carriera pianistica di Toselli venne così precocemente stroncata, così
come breve vita ebbe lo «scandaloso» matrimono che naufragò dopo soli
cinque anni lasciando il compositore ad un destino di oblio artistico
ed umano. Nel 1950 il film Romanzo d'amore vide Rossano Brazzi
dare vita allo sfortunato artista. Tuttavia, come fa notare nelle
esaurienti e ben scritte note del booklet Leonardo Previero
(concertatore e pianista del presente Cd), la colonna sonora non poté
attingere alle romanze del compositore in quanto non ancora ritrovate.Rimedia
oggi questo disco che presenta una scelta di arie che paiono
particolarmente significative nel documentare l'arte di Toselli. Di
queste, soltanto una fa parte del repertorio tenori le novecentesco:
«Serenata» su testo di Alfredo Silvestri che Caruso e Gigli inserivano
sovente nei concerti con il titolo di «Rimpianto».
Ammetto che mi sono accostato all'ascolto senza troppi entusiasmi.
Tuttavia il potere straordinario che la musica ha di sorprendermi ha
fatto ancora una volta il suo corso. Le arie di Toselli hanno qualcosa
di magico, soprattutto nelloro cangiante itinerario tra
impressionistiche atmosfere quasi idilliache e momenti di intensa e
affermativa allegria.
Oltre al già citato Previdero sono alfieri di questa importante
operazione culturale discografica due cavalli di razza come la Dessì
(cantante che amo particolarmente perché legata a splendidi ricordi
teatrali) e Armiliato (sicuramente uno dei migliori tenori in
carriera) che regalano alla raccolta di arie grande esperienza
interpretativa e voci importanti, capaci di valorizzare un repertorio
che merita davvero di essère conosciuto.
Marco Gilardone L'OPERA Maggio 2004
La romanza da salotto costituisce parte integrante del panorama
musicale ottocentesco, della cui evoluzione in materia di gusto e
tendenze rappresenta specchio fedele, sovente anzi più rivelatore
dello stesso melodramma. Sicché il tardo e tardissimo romanticismo,
nelle melodie di Tosti svela a meraviglia quei cascami decadenti,
liberty e impressionisti in cui esso sempre più s'inoltra verso la
fine dell'Ottocento e verso il nascere e fiorire della belle époque;
che bella non fu affatto ma fitta di mortifere contraddizioni,
senz'altro sì. Così come ancor più emergono, tali cascami, nelle
salottiere canzoni di Enrico Toselli solo da poco ritrovate, nate a
punteggiare una vita uscita pari pari dal romanzo e dalla commedia
borghese di un'epoca riassunta a meraviglia dalla celebre "ma come
sono stente le rose, quest'anno" di Franca Valeri: bambino prodigio al
pianoforte, a ventiquattro anni sposo di Luisa d'Asburgo che per lui
piantò il marito, futuro re di Sassonia; la coppia diventando così
esempio di scandalo e conseguente esclusione proprio da quei salotti
nei quali il cantar romanze costituiva fulcro della serata, nonché
fine d'una carriera promettente al punto d'aver valso al giovanissimo
pianista l'appellativo di Paderewski italiano.
Canzoni, quelle di Toselli, in cui la filiazione da Tosti è tanto
evidente da renderne spesso difficile un'eventuale distinzione: su
versi di grullaggine così sfrenata da risultare persino intrigante
(come, sublimemente deliziandoci, ci ha insegnato per anni Paolo
Poli), si srotolano musiche d'impeccabile languore e deliquescente
abbandono melodico, di volo così basso da essere radente ma, quanto
meno, privo della pacchiana estroversione che rende insopportabili
quasi tutti i melodrammi coevi. Musiche, però, che appunto in tale
temperie da "profumi e balocchi" vanno eseguite.
Daniela Dessì e Fabio Armiliato, col determinante concorso dell'ottimo
accompagnamento di Leonardo Previero, ne colgono stile e accenti con
l'infallibile istinto fornito loro dalla specializzazione nel
melodramma italiano della Giovane Scuola:
Elvio Giudici The Classic Voice Maggio 2004
Belcanto aus der Kiste
Enrico Toselli? Wer
ihn und seine Musik nicht kennt und kein sehr ausführliches
Musiklexikon zur Verfügung hat, wird nur schwer etwas über ihn in
Erfahrung bringen können. Zu Beginn seiner Karriere wurde Toselli
(1883-1926) für sein Können als Komponist und Pianist überall
bewundert. Doch dann kam die Liebe dazwischen. Er heiratete die Adlige
Luise von Habsburg Lothringen, die rechtmäßig mit dem späteren König
von Sachsen verheiratet war. Ein Skandal! Bald wurde Toselli zu
Konzerten eingeladen, nur damit seine Frau in der ersten Reihe saß;
sie war der Kassenmagnet. Nach der Scheidung konnte er nicht mehr an
die früheren Erfolge anknüpfen und wurde vom Publikum vergessen. Mit
nur 43 Jahren starb er.
Enrico Toselli
schrieb zwei Opern ‘La cattiva Francesca’ und ‘La principessa bizzara’
(aus der letzteren entstammen zwei Stücke auf der CD). Doch seine
Werke für Stimme und Klavier sind es, die ihn vor allem berühmt
gemacht haben. Das bekannteste ist wohl die ‘Serenata’, die es in
allen (un-)möglichen Bearbeitungen gibt und die eines von Carusos
Bravourstücken war.
Der Pianist dieser
CD, Leonardo Previero, der auch Musikwissenschaften studierte, fand
einige der Lieder in einer Truhe in Florenz. Daher liegen viele Werke
noch nicht gedruckt vor und wurden hier zum ersten Mal eingespielt -
was die Aufnahme umso spannender macht. Die zugrunde liegenden Texte
sind von verschiedenen Autoren, darunter auch Victor Hugo und Toselli
selbst. Ihre Inhalte sind ganz unterschiedlicher Natur: Trauer,
Hoffnung, Vergänglichkeit, Leben, Liebe. So unterschiedlich und
individuell die Lieder auch sind, eines haben alle gemeinsam: Man hört
stets Belcanto in Reinform.
Eine musikalische
Entdeckungsreise
Beim Belcanto steht
stets der Gesang im Vordergrund und so fällt auch der Sopranistin
Daniela Dessì und dem Tenor Fabio Armiliato die Hauptaufgabe bei
dieser CD zu. Zunächst einmal muss man an dieser Stelle festhalten,
dass sie ihre Sache meisterhaft lösen. Beide gehen bei ihren
Interpretationen auf die Stimmung des jeweiligen Liedes ein und
treffen diese sehr genau. Die Tempi sind stets sehr gut gewählt und im
Einklang mit der Klavierstimme, so dass hierdurch eine Einheit
entsteht. Genauso variabel und präzise abgestimmt wie das Tempo, ist
die Dynamik. Selbst in den lauteren Passagen klingt es niemals in
irgendeiner Weise übertrieben oder gar geschrieen, wie es leider immer
wieder bei manch anderen Aufnahmen zu hören ist. Die Phrasierung ist
perfekt und wird nicht, wie es beim Belcanto unverzeihlich ist, durch
Atemmangel unterbrochen. Die Intonation ist fehlerfrei und sauber, der
Gesang in all seinen Facetten schlichtweg makellos, von der etwas
gepresst wirkenden Stimme von Fabio Armiliato bei den hohen Tönen
abgesehen.
Diese technischen
Details sind die eine Seite der CD, die andere geht noch darüber
hinaus. Der Belcanto beinhaltet auch ein Stück Lebensgefühl; dieses
auszudrücken, gelingt den Interpreten. Daniela Dessì und Fabio
Armiliato können die besondere Mischung, die sich in den Liedern
Tosellis findet, auf eine ganz besondere Weise umsetzen: Sie bringen
mit ihren Opernstimmen die intime Atmosphäre der Lieder zum Ausdruck.
Obwohl die Stücke kaum länger als drei Minuten dauern, gelingt es den
Musikern eine Stimmung zu erzeugen, die überzeugt. Auch wer kein
Italienisch beherrscht, kann diese Atmosphäre allein durch die
musikalische Ausgestaltung erfassen bzw. erleben.
Das Gesamtpaket
stimmt einfach und man hört ein harmonisches Ganzes. Es wird deutlich,
dass sich nicht nur Leonardo Previero, der ein Fachmann für die Musik
um 1900 ist, viel Mühe gemacht hat. Dabei klingt alles so mühelos.
Weshalb die Musik Enrico Tosellis nicht mehr gefragt war, als der
Skandal mit seiner Adligen Ehefrau nicht mehr als Zugpferd dienen
konnte, wird man nach dem Hören dieser CD nicht mehr nachvollziehen
können. Ihren Reiz haben die Lieder bis heute nicht verloren und man
kann froh sein, dass sie aus der Kiste in Florenz befreit wurden. Hier
ist nicht nur derjenigen bedient, der sich auf eine musikalische
Entdeckungsreise begeben will.
Interpretation: ****
Klangqualität: ****
Repertoirewert: *****
Booklet: ***
Christoph Wenger
Klassik.com - 22.08.2004
 |
Avessi esternato
la mia impressione ad un primo ascolto avrei definito il contenuto
musicale/artistico di questo CD “semplicemente” piacevole. Ho
rivisto sensibilmente e con maggiore consapevolezza le mie
considerazioni al riguardo dopo essermi reso conto che il secondo
e, in stretta sequenza, terzo e quarto ascolto erano filati via,
lasciandomi inalterata quella piacevole sensazione di sincera
godibilità. Il giorno seguente ho riprovato il piacere, invero
quasi dimenticato, di ritrovarmi a canticchiare delle canzoni che
rimangono impresse con una facilità disarmante. E’ così che
“Fuggente ebbrezza”, “La bella birichina” ed ovviamente la ben più
famosa “Serenata” ribattezzata e resa celebre da Gigli e Caruso
con il titolo di “Rimpianto”, sono diventate la mia colonna sonora
per l’intero fine settimana.
Il merito primario del mio apprezzamento va ovviamente ascritto a
quell’autentico fenomeno (non vi può essere termine più
appropriato e più avanti ne chiarirò i motivi) che risponde al
nome di Enrico Toselli, compositore protagonista di queste
incisioni.
Enrico Toselli fu un’autentica meteora nel panorama musicale a
cavallo tra fine ‘800 e primi del ‘900. Dopo un’infanzia vissuta
da vero bambino prodigio per via delle spiccate doti pianistiche,
crebbe fra la massima considerazione dei più importanti musicisti
e compositori della sua epoca. Durante una tournée a Parigi venne
particolarmente ammirato da Massenet, poco dopo Leoncavallo gli
dedicò addirittura una composizione. Stima e successi lo portarono
in breve tempo ad essere uno fra i pianisti più richiesti dai
maggiori circoli culturali del mondo. Venne soprannominato “il
Paderewsky d’Italia”, ovviamente in riferimento al grande
pianista-compositore polacco, di pochi anni più anziano di lui. In
analogia col suo grande collega polacco vi era senza dubbio la
spigliata vena compositiva sviluppata sin da giovanissimo (una
delle sue canzoni di maggior successo “Serenata” fu composta a
soli 17 anni).
Sino al 1907 Toselli è da considerarsi un vero fenomeno musicale
per meriti artistici ampiamente dimostrati e sembrava destinato a
rivivere i fasti che furono del grande Tosti. Purtroppo, proprio
nel periodo di maggior successo, il destino si apprestava a
confezionargli un futuro non altrettanto roseo e felice. Fu nel
1907 il suo matrimonio con Luisa d’Asburgo Lorena parente di Sissi,
già moglie del futuro re di Sassonia e coincise proprio con questa
storia d’amore, fatta inizialmente di roventi passioni, il suo
precoce declino artistico. Il matrimonio fra la spregiudicata
nobildonna, all’epoca trentasettenne e il giovinetto
ventiquattrenne e promettente artista divenne prima di ogni altra
cosa, puro e semplice gossip. Gli organizzatori che richiedevano
il pianista Toselli diminuivano in favore di quelli che chiedevano
Toselli al pianoforte purché vi fosse garanzia di avere al
concerto, seduta in prima fila, Luisa d’Asburgo. Quando Toselli si
rese conto di questa predilezione del pubblico per quella che
veniva considerata un’unione audace, ovviamente a scapito delle
sue capacità di virtuoso del pianoforte, non esitò ad
autodefinirsi fenomeno da baraccone.
Il declino artistico fu tanto veloce quanto breve fu la durata del
suo matrimonio il quale si concluse definitivamente con la
separazione sancita dal tribunale di Firenze nel 1912 lasciando
Toselli particolarmente provato tanto che non si riebbe mai
completamente dalla triste esperienza matrimoniale, anzi finì con
il piangersi addosso, ascrivendo totalmente ad essa l’inaridirsi
della sua vena artistica.
Vena artistica riportata in auge esaustivamente grazie alla
passione del musicologo toscano Leonardo Previero il quale ha il
merito di aver ridato alla luce molte composizioni di Toselli
letteralmente dimenticate per tanti anni in un baule (proprio da
lui riaperto), fra cui molti brani inediti per canto e pianoforte
riportati in questo CD.
E’ palese come l’entusiasmo di Previero sia riuscito a contagiare
i due importanti artisti che hanno dato volto e voce a questo
prodotto discografico: Fabio Armiliato e Daniela Dessì.
I due artisti liguri uniti da qualche anno in un connubio
sentimentale e artistico interpretano al meglio queste romanze
(per la maggior parte a sfondo sentimentale), quasi avessero
voluto dedicarsele a vicenda. Riescono entrambi a ricreare quell’atmosfera
musicale tipica della belle epoque. Evitando di dilungarmi in
un’analisi di dettaglio inutile e noiosa, mi limito ad un paio di
esempi che ritengo sufficientemente esplicativi: Daniela Dessì
canta “La bella birichina” evidenziando il consueto stupendo
colore della voce ma soprattutto rendendo una fantastica verve
sbarazzina, entusiasmo e autentica joie de vivre; grazie
all’ampia gamma di espressioni di cui dispone non le riesce
difficile trasmettere tanto buon umore senza lasciare indifferenti
le corde dell’emotività.
Fabio Armiliato si disimpegna bene in romanze dal sapore
leggermente tostiano dalla scrittura vocale non sempre
agevole (Serenata, Fuggente ebrezza), infondendo in ogni brano la
consueta generosità unita a buona musicalità ed un fraseggio senza
dubbio ben curato.
Leonardo Previero oltre che meritevole riscopritore di Toselli si
mostra ottimo pianista accompagnatore.
Una nota di merito va inoltre ascritta alla casa discografica Real
Sound per essersi mostrata sensibile verso un’idea meritevole
oltre che per aver confezionato un buon prodotto dal punto di
vista della resa sonora, ma anche per averlo completato con la
presenza di note di copertina ampiamente esaustive.
Danilo Boaretto OPERACLICK.COM
Settembre 2004 |
|