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"Il suo Chènier è il migliore
dei nostri giorni."

G. C. Landini - L'OPERA

"Un Pinkerton, chiaramente
memore della lezione di Gigli."

Roberto Mori - L'OPERA

"Es dificil hallar hoy mejor
Radames que Fabio Armiliato."

G. Alonso - LA RAZON

Last Update:
27 nov 2007


BIOGRAFIA

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Fabio Armiliato è uno dei tenori italiani più importanti della scena lirica internazionale.

Nato a Genova, si è formato al Conservatorio "Niccolo Paganini" della sua città natale. Nel 1984 ha debuttato col ruolo di Gabriele Adorno nel Simon Boccanegra di G. Verdi con i complessi dell'Opera di Genova, seguito dal ruolo di Licinio ne La Vestale di Spontini al TEATRO PERGOLESI di Jesi, iniziando una rapida carriera internazionale che lo ha condotto ad  affrontare i ruoli più importanti del repertorio tenorile nei più prestigiosi teatri d’opera del mondo.
Nel 1990 ha collaborato con l’Opera delle Fiandre di Anversa, partecipando al ciclo  "Puccini" con la regia di Robert Carsen, segnalandosi nel panorama internazionale come uno dei più promettenti e completi interpreti della sua generazione.

Nel 1993 ha debuttato al Metropolitan Opera di New York ne Il Trovatore di Verdi, apparendo successivamente nel prestigioso teatro d’opera americano in Aida, Cavalleria Rusticana, Don Carlo, Simon Boccanegra, Fedora, Tosca e Madama Butterfly.
Altri importanti debutti sono stati quelli del 1995 al Teatro alla Scala di Milano, interpretando il ruolo di Faust nel Mefistofele di Boito sotto la direzione di Riccardo Muti; quindi al Teatro Colon di Buenos Aires con Adriana Leucouvreur e Tosca; all’Opera di Parigi nel 1996 con Manon Lescaut, all’Opera di San Francisco con Aida e Il Trovatore; nel 1998 alla Wiener Staatsoper con Un ballo in maschera, ritornando in seguito regolarmente nel prestigioso teatro viennese in Turandot, Tosca, Carmen,  Ernani, Don Carlo, La Traviata, Mefistofele e
Andrea Chenier.

Nella stagione 1999-2000 ottiene uno dei più grandi successi della sua carriera nel ruolo di Andrea Chénier a Nizza.

Con una trionfale Madama Butterfly al Teatro alla Scala di Milano, con Tosca all’Arena di Verona nell’estate 2002 ma soprattutto con Andrea Chénier a Torino e Venezia nel 2003 si consolida il sodalizio artistico con Daniela Dessì, sua compagna anche nella vita, che prosegue con una serie di straordinari successi tra cui la Manon Lescaut a Siviglia, l’Adriana Lecouvreur a Napoli, l’Aida al Teatro del Liceu di Barcelona, Tosca al Teatro Real di Madrid, il Simon Boccanegra che ha inaugurato il "festival Verdi" a Parma nel 2004 e soprattutto la riproposta di un titolo tra i più importanti del repertorio della giovane scuola: la Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, accolta trionfalmente da pubblico e critica al Teatro dell'Opera di Roma nel 2003 e allo Sferisterio di Macerata nel 2004.

Nel maggio del 2004 ha partecipato al centenario dell'Opera Madama Butterfly al festival Pucciniano di Torre del Lago, proposta poi in tournèe a Tokyo. Successivamente, sotto la direzione del M.o Zubin Mehta, ha riscosso un grande successo personale come protagonista del Don Carlo, nella versione in cinque atti, alla Staatsoper di Munchen e al Comunale di Firenze. Ha riproposto nel 2005 ancora il ruolo di Andrea Chènier in diverse produzioni: al Comunale di Bologna, al Teatro Massimo di Palermo, all'A.B.A.O. di Bilbao e alla Staatsoper di Vienna rinnovando un successo che ha portato la critica a definirlo come "Il miglior Chenier dei nostri giorni”.

Segnaliamo ancora nel 2005 l'Aida al Festival Verdi di Parma, la Fanciulla del West a Torre del Lago, il Don Carlo al Theatre du Capitol di Toulouse e alla Staatsoper di Vienna, la Manon Lescaut a Parma e alla D. O. di Berlino e nel 2006 il ritorno alla Scala di Milano con una trionfale Tosca diretta da L. Mazel e un'altra Tosca acclamatissima sotto la direzione di A. Pappano al Covent Garden di Londra.
 

 Il 2006 procede con Madama Butterfly al Liceu di Barcelona e all'Arena di Verona e soprattutto nel settembre scorso lo straordinario successo a Tokyo, ancora con Tosca, in tournèe con l'Opera di Roma: un successo che è stato definito unanimemente memorabile dalla stampa internazionale e che il pubblico ha gratificato con 45 minuti di entusiastici applausi.
Lo straordinario anno 2006 si conclude con Don Carlo in 5 atti a Munchen, ancora Tosca a Seoul e a Roma (all'Auditotium della Conciliazione per inaugurazione della stagione) e infine il trionfo a Barcelona con la Manon Lescaut, per regia di Liliana Cavani, che ha riscosso grandissimo consenso di pubblico e critica.
Il 2007 inizia con una trionfale Turandot a Baden-Baden diretta da V. Gergiev e ancora Manon Lescaut a Vienna. Importante segnalarlo successivamente alla Scala di Milano nel ruolo di Maurizio in Adriana Lecouvreur, interpretazione che ha suscitato grandissimo interesse e riscosso consensi unanimi anche tra i critici più esigenti.

Fabio Armiliato ha collaborato con i più importanti direttori d'orchestra, tra questi nominiamo i già citati J. Levine, Z. Mehta, R. Muti, A. Pappano e inoltre B. Bartoletti, M. Chung, G. Sinopoli, N. Santi, F. Luisi, B. Campanella, V. Sutej, D. Renzetti, S. Young, E. Queller, C. Rizzi, D. Gatti, R. Palombo e M. Benini.

Insignito di numerosi premi di riconoscimento alla carriera (tra cui il “Gigli d’Oro” dall’Associazione “Beniamino Gigli” di Recanati, il “Premio A. Pertile” di Asti, il "Premio Cilea" di Reggio Calabria e il prestigioso "Mascagni d'Oro" di Bagnara di Romagna), vanta anche un’importante discografia che comprende numerosi DVD e CD di produzioni live e in studio, tra cui segnaliamo la recente pubblicazione per l'etichetta PHILIPS di "Love Duets" con Daniela Dessì. 

Informazioni più dettagliate si trovano su internet all’indirizzo

www.fabioarmiliato.com

 
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