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Fabio Armiliato è uno dei tenori
italiani più importanti della scena
lirica internazionale.
Nato a Genova, si è formato al
Conservatorio "Niccolo Paganini"
della sua città natale. Nel 1984 ha
debuttato col ruolo di Gabriele
Adorno nel Simon Boccanegra di G.
Verdi con i complessi dell'Opera di
Genova, seguito dal ruolo di Licinio
ne La Vestale di Spontini al TEATRO
PERGOLESI di Jesi,
iniziando una rapida carriera
internazionale che lo ha condotto ad
affrontare i ruoli più importanti
del repertorio tenorile nei più
prestigiosi teatri d’opera del
mondo.
Nel 1990 ha collaborato con l’Opera
delle Fiandre di Anversa,
partecipando al ciclo "Puccini" con
la regia di Robert Carsen,
segnalandosi nel panorama
internazionale come uno dei più
promettenti e completi interpreti
della sua generazione.
Nel 1993 ha debuttato al
Metropolitan Opera di New York ne
Il Trovatore di Verdi, apparendo
successivamente nel prestigioso
teatro d’opera americano in Aida,
Cavalleria Rusticana, Don Carlo,
Simon Boccanegra, Fedora,
Tosca e Madama Butterfly.
Altri importanti debutti sono stati
quelli del 1995 al Teatro alla Scala
di Milano, interpretando il ruolo di
Faust nel Mefistofele di
Boito sotto la direzione di Riccardo
Muti; quindi al Teatro Colon di
Buenos Aires con Adriana
Leucouvreur e Tosca;
all’Opera di Parigi nel 1996 con
Manon Lescaut, all’Opera di San
Francisco con Aida e Il
Trovatore; nel 1998 alla Wiener
Staatsoper con Un ballo in
maschera, ritornando in seguito
regolarmente nel prestigioso teatro
viennese in Turandot, Tosca,
Carmen, Ernani, Don Carlo, La
Traviata, Mefistofele e
Andrea Chenier.
Nella stagione 1999-2000 ottiene uno
dei più grandi successi della sua
carriera nel ruolo di Andrea
Chénier a Nizza.
Con una trionfale Madama
Butterfly al Teatro alla Scala
di Milano, con Tosca
all’Arena di Verona nell’estate 2002
ma soprattutto con Andrea Chénier
a Torino e Venezia nel 2003 si
consolida il sodalizio artistico con
Daniela Dessì, sua compagna anche
nella vita, che prosegue con una
serie di straordinari successi tra
cui la Manon Lescaut a
Siviglia, l’Adriana
Lecouvreur a Napoli, l’Aida
al Teatro del Liceu di Barcelona,
Tosca al Teatro Real di Madrid,
il
Simon Boccanegra
che ha inaugurato il "festival
Verdi" a Parma nel 2004 e
soprattutto la riproposta di un
titolo tra i più importanti del
repertorio della giovane scuola: la
Francesca da Rimini
di Riccardo Zandonai, accolta
trionfalmente da pubblico e critica
al Teatro dell'Opera di Roma nel
2003 e allo Sferisterio di Macerata
nel 2004.
Nel maggio del 2004 ha partecipato
al centenario dell'Opera
Madama Butterfly
al festival Pucciniano di Torre del
Lago, proposta poi in tournèe a
Tokyo. Successivamente, sotto la
direzione del M.o Zubin Mehta, ha
riscosso un grande successo
personale come protagonista del
Don Carlo,
nella versione in cinque atti, alla
Staatsoper di Munchen e al Comunale
di Firenze. Ha riproposto nel 2005
ancora il ruolo di Andrea Chènier
in diverse produzioni: al Comunale
di Bologna, al Teatro Massimo di
Palermo, all'A.B.A.O. di Bilbao e
alla Staatsoper di Vienna rinnovando
un successo che ha portato la
critica a definirlo come "Il
miglior Chenier dei nostri giorni”.
Segnaliamo
ancora nel 2005 l'Aida al
Festival Verdi di Parma, la
Fanciulla del West a Torre del
Lago, il Don Carlo al Theatre
du Capitol di Toulouse e alla
Staatsoper di Vienna, la Manon
Lescaut a Parma e alla D. O. di
Berlino e nel 2006 il ritorno alla
Scala di Milano con una trionfale
Tosca diretta da L. Mazel e
un'altra Tosca acclamatissima sotto
la direzione di A. Pappano al Covent
Garden di Londra.
Il 2006 procede con
Madama Butterfly al Liceu di
Barcelona e all'Arena di Verona e
soprattutto nel settembre scorso lo
straordinario successo a Tokyo,
ancora con Tosca, in tournèe
con l'Opera di Roma: un successo che
è stato definito unanimemente
memorabile dalla stampa
internazionale e che il pubblico ha
gratificato con 45 minuti di
entusiastici applausi.
Lo straordinario anno 2006 si
conclude con Don Carlo in 5 atti a Munchen, ancora
Tosca a Seoul e a
Roma (all'Auditotium della
Conciliazione per inaugurazione
della stagione) e infine il trionfo
a Barcelona con la Manon Lescaut,
per regia di Liliana Cavani, che ha
riscosso grandissimo
consenso di pubblico e critica.
Il 2007 inizia con una trionfale
Turandot a Baden-Baden diretta da V.
Gergiev e ancora Manon Lescaut
a Vienna. Importante segnalarlo
successivamente alla Scala di Milano
nel ruolo di Maurizio in Adriana
Lecouvreur, interpretazione che
ha suscitato grandissimo interesse e
riscosso consensi unanimi anche tra
i critici più esigenti.
Fabio Armiliato ha collaborato con i
più importanti direttori
d'orchestra, tra questi nominiamo i
già citati J. Levine, Z. Mehta, R.
Muti, A. Pappano e inoltre B.
Bartoletti, M. Chung, G. Sinopoli,
N. Santi, F. Luisi, B. Campanella, V. Sutej, D.
Renzetti, S. Young, E. Queller, C.
Rizzi, D. Gatti, R. Palombo e M.
Benini.
Insignito di numerosi premi di
riconoscimento alla carriera (tra
cui il “Gigli d’Oro”
dall’Associazione “Beniamino Gigli”
di Recanati, il “Premio A. Pertile”
di Asti,
il "Premio Cilea" di Reggio Calabria
e il prestigioso "Mascagni d'Oro" di
Bagnara di Romagna), vanta anche
un’importante discografia che
comprende numerosi DVD e CD di
produzioni live e in studio, tra cui
segnaliamo la recente pubblicazione
per l'etichetta PHILIPS di "Love
Duets" con Daniela Dessì.
Informazioni più
dettagliate si trovano su internet
all’indirizzo
www.fabioarmiliato.com |