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Dopo
l’avventuroso «Trovatore» di giovedì, rinviato per pioggia all’altra sera
e replicato ieri, l’opera allestita dal Club Bergonzi con la collaborazione
del Comune e della Provincia è approdata alla fine. E molto felicemente. Il
pubblico è tornato in piazza Loggia numeroso per assistere ad una
rappresentazione di ottimo livello, specie per quanto riguarda l’intero cast
degli interpreti. Mancava solo, causa impegni precedenti, la soprano Daniela
Dessì. Ci si è rammaricati di non aver potuto ammirare la celebre cantante che
si sarebbe esibita in un’opera intera per la prima volta nella sua carriera
nella sua città, ma la sostituta non ha affatto deluso. Birgit Eger ha offerto
una prestazione in crescendo. Dopo un esordio con «Tacea la notte placida» un
po’ timido per l’emozione, la giovane ha dimostrato di possedere rilevanti
doti vocali, sicurezza nel ruolo e nelle emissioni, una buona tecnica che va
solamente rifinita, partecipata espressività. Un soprano da tener d’occhio,
che farà carriera. Manrico era il tenore Fabio Armiliato, assai conosciuto e
probabilmente al suo debutto a Brescia. Abbigliato romanticamente da zingaro
errante, romantico nel modo di porgersi anche scenicamente, ha sfoggiato
un’eccellente voce calda e generosa dal timbro brunito, voce che corre e non
teme gli acuti, compreso quello attesissimo del finale della «Pira». Veramente
bravo. V’era poi quella gran professionista che è Bruna Baglioni, una bella
Azucena temperamentosa e ancor piena di grinta, sempre capace di rubare la scena.
Convincente e morbido il baritono Giorgio Cebrian nel sofferto ruolo del Conte
di Luna, molto preparato Frano Lufi quale Ferrando; Sonia Dorigo era una Ines di
lusso. Ben istruito da Marco Beretta il Coro lirico lombardo (meglio quello
maschile). Il maestro Anton Guadagno, dopo un buon primo atto, dava segni di
stanchezza con tempi spesso lenti sì che la fremente onda verdiana era talvolta
svuotata. Guidava un’orchestra di giovani, la Columbus Symphony di Genova, che
necessitava di continua sorveglianza, forse perché non dava l’impressione di
essere abituata alla lirica. Efficace la regia senza strani orpelli di Giampaolo
Zennaro come la scenografia, costruita con pannelli funzionali. Il «Trovatore»
è stato dato con un solo intervallo dopo i primi due atti. Parte del pubblico
non ha resistito fino in fondo: faceva infatti decisamente freddo. Ma gli
applausi sono fioccati, lunghi, convinti, entusiastici per tutti. Anche per
Verdi al «Miserere». Ieri sera replica, con lo stesso cast, eccetto il tenore,
che era il bresciano Franco Tisi in luogo del festeggiato Armiliato. Fulvia
Conter