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TOSCA
Genova: 8, 10 Giugno 2010
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CAST
TOSCA: Daniela
Dessì
MARIO
CAVARADOSSI:
Fabio Armiliato
IL BARONE
SCARPIA: Claudio
Sgura
ANGELOTTI:
Nicolay Bikov
SAGRESTANO:
Armando Gabba
SPOLETTA:
Marssimiliano
Drappello
SCIARRONE:
Angelo
Nardinocchi
UN CARCERIERE:
Roberto Conti
Orchestra e Coro
del Teatro Carlo
Felice
Direttore:
Marco Boemi
Regia: Renzo
Giaccheri
Scene: Adolf
Hohenstein
Allestimento:
Fondazione del
Teatro
dell'Opera di
Roma
DESSI’-ARMILIATO
AL CARLO FELICE
DI GENOVA:
TRIONFO
ANNUNCIATO
Applausi
a scena aperta
ieri sera al
Teatro Carlo
Felice di Genova
per la “Tosca”
di Giacomo
Puccini
interpretata
magistralmente
da Fabio
Armiliato e
Daniela Dessì.
Coppia sia sul
palco che nella
vita privata, i
due hanno
incantato il
pubblico che li
ha ricambiati
tributando loro
tutta la stima e
l’affetto che
una città come
Genova spesso si
crede non sia in
grado di offrire
in virtù di una
millantata
freddezza.
Il bis di
Armiliato –
Caravadossi in
“Lucevan le
Stelle” era
dovuto, gli
applausi
scroscianti e
generosi del
pubblico critico
ed attento
anche. Daniela
Dessì con la sua
garbata
eleganza, la
gestualità
generosa e
delicata, ha
saputo
interpretare una
Tosca colma di
passione e
fragilità al
tempo stesso, e
la splendida
voce morbida ma
potente ne hanno
sancito il
successo pieno
presso pubblico
e critica.
Fabio Armiliato
è tornato nella
sua Genova ed ha
saputo
conquistare
ancora una volta
quel Teatro che
lo vide
debuttare nel
1984 nelle vesti
di Gabriele
Adorno con il
Simon
Boccanegra.
Molta strada è
stata fatta, il
suo percorso
artistico gli ha
visto segnare un
successo dopo
l’altro e la sua
maturazione
artistica è oggi
giunta al
culmine.
Anche Daniela
Dessì ha avuto i
suoi natali
nella Superba.
Si è diplomata
in canto e
pianoforte al
Conservatorio
“Arrigo Boito”di
Parma
specializzandosi
in canto da
concerto presso
l’Accademia
Chigiana di
Siena. Dopo aver
vinto il primo
premio al
Concorso
Internazionale
indetto dalla
Rai nel 1980, ha
debuttato con
l’Opera Giocosa
ne La serva
padrona di
Pergolesi,
costituendo un
repertorio
comprendente
circa 70 titoli
da Monteverdi a
Prokofiev,
passando dal
repertorio
barocco alle sue
straordinarie
interpretazioni
delle eroine
mozartiane e
verdiane, fino
ad essere
considerata oggi
la miglior
interprete del
repertorio
verista.
Siamo molto
affezionati a
questa coppia di
assi della
musica che sa
portare l’Italia
– e la nostra
Genova – a
livelli di
eccellenza in
tutto il mondo.
Grazie Fabio e
Daniela!
Oriana Mariotti
- GENOVA-ZENA
Wordpress: 9
Giugno 2010
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G.
C.
Landini
-
L'OPERA |
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Lug/Ago
2010 |
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Genova - Teatro
Carlo Felice:
Tosca
L'antica
locuzione Nemo
propheta in
patria sua ha
trovato
clamorosa doppia
smentita in
occasione della
prima di Tosca
di Giacomo
Puccini andata
in scena al
Teatro Carlo
Felice di Genova
lo scorso 8
Giugno. Il cast
vedeva infatti
nei panni della
protagonista il
soprano
Daniela Dessì
ed in quelli
del pittore
Mario
Cavaradossi il
tenore Fabio
Armiliato:
entrambi di
origini genovesi
e quindi
impegnati a
giocare “in
casa” nel teatro
della propria
città.
L'accoglienza
per la coppia di
artisti da parte
del pubblico è
stata
assolutamente
festosa e le
cose del resto
non potevano
andare
diversamente
considerato
l'alto livello
della
performance dei
due cantanti che
vantano con i
rispettivi ruoli
un rapporto di
continuità
decisamente
significativo (A
questo proposito
basti solo
ricordare che
proprio il ruolo
di Tosca
rappresenta il
personaggio
portato in scena
più volte dalla
Dessì, la quale,
nonostante sia
artefice di una
fra le più
impegnative e
prestigiose
carriere
dell'attuale
panorama lirico
mondiale e
nonostante abbia
abbracciato un
repertorio
decisamente
vasto durante il
corso degli
anni, è
ritornata con
cadenza regolare
ad interpretare
in teatro la
sfortunata
eroina
pucciniana). In
questi casi è
quindi
inevitabile che
la grande
esperienza
maturata nei
rispettivi ruoli
si faccia valere
e che soprano e
tenore riescano
a gestire in
modo ottimale le
energie vocali
da destinare
alle proprie
parti (oltremodo
impegnative),
così come è
altrettanto vero
che la lunga
consuetudine con
quest'opera
abbia permesso
loro di
approfondire
notevolmente lo
scavo
psicologico del
personaggio
affrontato,
fornendone
un'interpretazione
compiuta e
definita.
Entrando più
nello specifico,
la Tosca di
Daniela Dessì
non può che
affascinare per
i molti meriti
esibiti, a
cominciare dalla
sempre
soggiogante
qualità
timbrica, così
rigogliosa in un
registro
centrale tanto
morbido e
tornito,
specchio di una
femminilità
procace e
sensuale
spiccata. Lo si
avverte
distintamente
negli abbandoni
melodici dei
duetti d'amore
del primo e del
terzo atto, in
cui la
passionalità
della
protagonista
emerge in modo
prepotente ma
naturale, sempre
misurato e
spontaneo, mai
esibito o
ricercato. La
carnosità
timbrica del
soprano è
avvolgente e
seduce insieme a
Mario anche
l'ascoltatore,
conquistato dal
fraseggio
suadente e da
tanta dovizia di
mezzi. Nelle
parti più
drammatiche
degli atti
secondo e terzo
invece, il
soprano innerva
il proprio canto
di una grande
tensione
interpretativa
che la porta ad
affrontare con
grande sicurezza
e slancio tutti
gli impegnativi
scarti all'acuto
prescritti dalla
parte (ivi
compreso quello
della fatidica
“lama”,
adeguatamente
incisivo e
svettante), ma
sempre senza
tradire la
natura
intimamente
lirica della
propria voce e
senza scadere in
effetti di gusto
troppo
naturalista (la
Dessì sceglie
per esempio di
cantare sempre
ogni nota dello
spartito,
bandendo il
ricorso al
parlato anche
nei punti in cui
tradizionalmente
esso viene
praticato). Nel
secondo atto
l'appuntamento
atteso con il
momento
solistico del
“Vissi d'arte”
la trova
immedesimata e
generosa oltre
che
festeggiatissima
dal pubblico,
mentre, per
quanto riguarda
il gioco
scenico,
l'attrice si
muove sul
palcoscenico con
naturalezza ed
eleganza
veramente
ammirevoli (doti
evidenziate
dalla sempre
affascinante
figura
valorizzata
dagli splendidi
costumi
disegnati per il
suo
personaggio). La
conclusione del
secondo atto
lascia lo
spettatore
veramente senza
fiato, sia per
la pertinenza
drammatica dei
movimenti
scenici che per
la aderenza
psicologica al
momento
teatrale: in
definitiva una
lettura
maiuscola che
conferma
l'autorevolezza
di
un'interpretazione
collaudata ma
sempre
profondamente
sentita.
Dello stesso
livello
l'interpretazione
di Cavaradossi
offerta da un
Fabio Armiliato
in ottima forma
vocale. Slancio
sentimentale e
patriottico
convivono
armoniosamente
nella sua
raffigurazione
di Mario. Il
timbro brunito
conferisce la
giusta virilità
al personaggio
mentre la
propensione
verso il canto a
mezzavoce
esibito nei
momenti più
intimi mette in
risalto il lato
più affettuoso e
sentimentale
dell'amante,
come nel caso
dell'aria del
terzo atto,
bissata a furor
di popolo ed in
cui Armiliato si
è guadagnato un
bel successo
personale. Il
lato eroico del
personaggio
emerge invece
nel possesso
sicuro del
registro acuto
che
nell'esultanza
del secondo atto
("Vittoria!
Vittoria!")
svetta imperioso
ed adeguatamente
insolente,
provocando
immediatamente
l'applauso a
scena aperta da
parte del
pubblico.
Assolutamente
calzanti poi sia
la presenza
scenica che le
notevoli
capacità
attoriali, che
delineano un
Cavaradossi
veramente
credibile.
La direzione di
Marco Boemi,
alla testa
dell'Orchestra
del Teatro Carlo
Felice, ha
saputo
equilibrare in
maniera ottimale
il rapporto
voci-orchestra
valorizzando
adeguatamente le
pagine
strumentali
ricche di colori
e suggestioni.
Come anticipato
applausi
calorosissimi
per tutti con
punte di grande
entusiasmo per
la coppia
Dessì-Armiliato.
Renato Zanella -
OPERACLICK: 12
Giugno 2010
LA TOSCA VA IN
SCENA ED E'
SUCCESSO !
Grandi
applausi a
Daniela Dessì e
Fabio Armiliato
La coppia
Armiliato-Dessì
ha naturalmente
raccolto
l'entusiasmo del
pubblico:
Cavaradossi,
appassionato
amante e
spavaldo
ribelle, si è
congedato dalla
vita con un'aria
eseguita con
gusto musicale e
intelligenza;
così come Tosca
personaggio
dipinto con
grande
esperienza e che
con "Vissi
d'Arte" ha
avuto,
meritatamente,
caldi consensi
dalla platea.
Barbara
Catellani - IL
GIORNALE: 10
Giugno 2010
Tra applausi e
"BIS" triofale
TOSCA per
Dessì-Armiliato
Daniela Dessì e
Fabio Armiliato,
che tornavano a
cantare nel
Teatro della
loro città dopo
diversi anni
(era ora!),
hanno colto un
incontrovertibile
successo
personale con
ovazioni da
stadio che li
hanno sommersi
dopo "Vissi
d'Arte" e "E
lucevan le
stelle"
(bissata). E'
evidente il loro
affiatamento e
il loro legame
affettivo, che
tanto ha giovato
a un'opera
"sanguigna" come
Tosca.
Andrea
Ottonello - IL
CORRIERE
MERCANTILE: 10
Giugno 2010
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