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MANON LESCAUT
Bucarest- "Enescu Festival 2009":
11, 13 Settembre 2009
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Manon Lescaut -
DANIELA DESSI
Des Grieux -
FABIO ARMILIATO
Lescaut - IONUT
PASCU
Geronte - MIHNEA
LAMATIC
Edmondo - MIHAI
LAZAR
Innkeeper -
VASILE CHISIU
Dancing Master -
VALENTIN
RACOVEANU
Singer - MARIA
JINGA
Sergeant -
DANIEL FILIPESCU
Lamplighter -
LUCIAN CORCHIS
Naval captain -
RADU PINTILIE
Conductor: KERI
– LYNN WILSON
Director: ANDA
TABACARU-HOGEA
www.italynews.it
L’opera italiana
ha un successo
straordinario al
"George Enescu
Festival" di Bucarest
Le due star
dell’opera
italiana,
Daniela Dessì e
Fabio Armiliato,
hanno ottenuto
un successo
straordinario al
George Enescu
Festival di
Bucarest con
Manon Lescaut di
Puccini.
I due cantanti
hanno
partecipato al
famoso Festival
rumeno con due
repliche
dell’opera del
compositore
lucchese, l’11 e
il 13 di
settembre,
diretti da Keri
Lynn Wilson e la
regia di Anda
Tabacaru-Hogea.
Considerati come
una delle
coppie artistiche
più important
degli ultimi
anni, entrambi
hanno
recentemente
registrato un CD
contentente le
più famose arie
di Puccini con
l’etichetta
DECCA (Armiliato
sings Puccini,
già in vendita,
mentre bisognerà
aspettare
qualche mese per
poter sentire
l’interpretazione
del soprano, tra
i più acclamati
nel repertorio
italiano).
Ogni pensiero si
scioglie in
pianto! È pianto
anche il desìo!
Dal nostro
inviato Testa:
La
diciannovesima
edizione del
Festival e
Concorso
Internazionale
George Enescu ha
aperto i
battenti il 30
agosto scorso a
Bucarest.
Intestato al
celebre
musicista e
didatta romeno
del secolo
scorso, questo
storico
Festival, è
considerato un
vero e proprio
fiore
all’occhiello ed
orgoglio della
capitale rumena
e della Romania
tutta.
Organizzato e
curato dal
Sovrintendente
della Staatsoper
di Vienna Ioan
Hollender,
questa
manifestazione,
può vantare un
fitto programma
caratterizzato
da un centinaio
di concerti che
abbracciano vari
generi musicali
fra i quali la
musica classica,
musica jazz,
opere e balletti
che qui si
alterneranno e
protrarranno
sino al prossimo
26 settembre.
Fra le proposte
più interessanti
nell’ambito
operistico di
questa
diciannovesima
edizione del
festival,
sicuramente
spicca la
presenza in
cartellone della
Coppia Lirica
tutta italiana
formata da
Daniela Dessì
e Fabio
Armiliato.
L’opera da loro
qui interpretata
è Manon Lescaut
andata in scena
i giorni 11 e 13
settembre per la
regia di Anda
Tabacaru sulle
scene di Catalin
Arbore e la
coreografia di
Mihai Babushka.
La direzione
musicale
dell’opera è
affidata a
Keri-Lynn Wilson
.
La presenza di
questi 2
prestigiosi nomi
nei ruoli
principali
dell’opera e ,a
completamento
del cast, di
alcune promesse
emergenti della
scuola di canto
rumena, rendono
praticamente
imperdibile
questo
appuntamento
dato già da
tempo “sold out”
per tutti e due
gli
appuntamenti.
E i protagonisti
assoluti
dell’opera,non
tradiscono le
attese:
Daniela Dessì
ha
teatralmente di
Manon Lescaut,
tutta la
passionalità, la
drammaticità e a
volte anche
l’aspetto più
frivolo,
opportunista e
superficiale che
richiede il
ruolo pucciniano
soprattutto nel
secondo atto.
Il suo canto è
un autentico
tributo
celestiale a
questa arte,
dalla quale
emerge un totale
sfoggio di
eleganza e
colori musicali
da far pensare e
credere davvero
impossibile
trovare oggi,
un’interprete
migliore di lei
in questo ruolo
per presenza
scenica e
qualità vocale.
La voce è
proiettata e
sicura sia nelle
note acute sia
in quelle gravi
con un
particolare e
calibrato uso
dell’emissione
che rende così
il suo fraseggio
quanto più
credibile ed
armonioso
possibile.
Delinea con
precisione tutti
i tratti emotivi
di Manon, da
quelli più
coinvolgenti dal
punto di vista
sentimentale (il
riuscitissimo
duetto con
DesGrieux del
secondo atto
“Tu,Tu amore
tu...” può
essere preso qui
ad esempio
riassuntivo di
questo aspetto)
a quelli più
drammatici, dove
brilla per
straordinarietà
assoluta, nella
sua magistrale
interpretazione
della nota aria
del quarto
quadro
“Sola,perduta,
abbandonata...”,
resa a livelli
decisamente
insuperabili e
nello straziante
e coinvolgente
finale
dell’opera.
Il Cavaliere des
Grieux è fra
tutti i
personaggi
tenorili delle
opere
pucciniane, uno
dei più
difficili in
assoluto per
varietà di
aspetti
caratteriali e
tessitura
musicale, creati
dal grande
compositore
toscano.
Fabio
Armiliato
convince ed
entusiasma per
la sua carica
emotiva,
presenza scenica
e per
l’accuratezza e
la maturità del
suo canto.
Nel primo atto
cerca fin da
subito di
trovare il
giusto
equilibrio
dinamico per
permettere di
dare alla sua
emissione,
rotondità e
giusto volume ai
suoni,
calibrando così
al meglio il suo
importante
materiale vocale
di cui è
saldamente in
possesso.
Convince
nell’aria
cardine dello
stesso “Donna
non vidi mai...”
per poi
sfoderare nei
successivi atti
a lui più
congeniali per
qualità,
fraseggio e
registro acuto,
un’interpretazione
a livelli di
assoluta
eccellenza.
Dopo
l’entusiasmante
duetto del
secondo atto,
con la sua
interpretazione
di “Guardate,
pazzo sono...”
al termine del
terzo atto,
regala una vera
e propria perla
della sua
straordinaria
arte, capace di
emozionare e
coinvolgere, che
rimarrà a lungo
impressa nella
memoria del
pubblico
presente.
Sfodera infine
nell’ultimo atto
una coinvolgente
drammaticità a
servizio di una
voce ancora
fresca
nonostante le
immense risorse
energetiche
profuse in tutto
l’arco
dell’opera.
Davvero ottima
soprattutto in
prospettiva
futura è stata
la prova del
giovane Ionut
Pascu qui nei
panni di
Lescaut. Pur non
essendo il
timbro la
caratteristica
migliore di
questo baritono
e ancora un poco
acerba la sua
tecnica vocale,
convince in
tutta l’opera
per resa scenica
del personaggio
e per l’ampiezza
di cui sono
dotati i suoni
emessi e ancora
per una ricerca
di colori e
gradevole
musicalità.
Non pare invece
all’altezza
della situazione
il Geronte
rappresentato da
Mihnea Lamatic
,troppo spesso
impreciso
nell’emissione
dei suoni e
dotato di una
certa staticità
scenica quasi
imbarazzante.Daccordo
che Geronte non
deve essere un
esempio di
dinamismo
assoluto in
questa opera ma
un pochino più
di “verve” forse
avrebbe giovato
al personaggio
rendendolo
almeno più
credibile.
Mediocri i
comprimari
tutti.Nessuno di
loro è parso
brillare di luce
propria e quindi
meritevole di
attenzione
particolare.
Complessivamente
buona la prova
del coro e
dell’orchestra
dell’Opera
Nazionale Rumena
qui ottimamente
diretta da Keri
Lynn Wilson la
quale ha il
merito di dare
la giusta resa
musicale in
termine di
volume e di
tempi
all’orchestra.
I protagonisti
si muovono
all’interno di
uno scenario
costituito da un
arredamento in
stile moderno
dove prevalgono
le tinte forti e
sgargianti quali
il rosso e
l’oro, qui
adagiate su
sfondi talvolta
bianchi e
talvolta neri e
cupi.Un
esperimento
sicuramente
audace e
pretenzioso che
se da un lato ha
il merito di
rendere a suo
modo
“movimentata” la
scena, almeno
nei primi 3
atti, purtroppo
mal si addice
alle vere e
varie tematiche
dell’opera,
facendo poi
cadere tutto il
possibile
discorso
intrapreso a
livello di idea,
con il penoso
scenario del
4’atto.
A fine
recita,Standing
Ovation per i
due protagonisti
da parte di un
pubblico
partecipe e
competente e
grande successo
anche per il
direttore
d'orchestra per
una serata che,
a detta delle
autorità locali
e dei molti
illustri ospiti
presenti,
resterà nella
storia
dell'opera di
Bucarest.
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