| Roma: FRANCESCA DA RIMINI | ||||||
| OPERA
Cast INTERVISTE
CRITICHE
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
|
20, 23, 25, 27, 29 Novembre 2003
* * * |
|||||
|
(© Foto FALSINI) |
Francesca da Rimini rarità da rivalutare
Com'è
noto, il ruolo della protagonista richiede perentoriamente una
cantante-attrice fuori dal comune che il teatro capitolino ha individuato in
Daniela Dessì,
all'esordio nella difficile parte. Diciamo subito che il soprano ha superato
l'ardua prova; certo, con il tempo e la maturazione il personaggio potrà
essere affinato per renderlo più aderente a quel carattere assorto e
tormentato che D'Annunzio gli ha conferito secondo la descrizione che
dell'infelice giovinetta fa il Torrigiano: «Rado sorride. Sempre annuvolata
di pensieri e crucciosa. Non ha pace».
Michele Bollettieri La passionaria di Rimini (che voce!) vince il kitsch
...
Tuttavia l'altra sera nessuno è riuscito a dare le ali del movimento
all'ottima compagnia di canto, bloccata nei sontuosi costumi di Odette
Nicoletti, come in altrettante camicie di forza. Così nessuno ha liberato
dall'impacciato colore rosa-e-celeste le ancelle e sorelle della trionfante
neo-Francesca-da-Rimini- innamorata (ma non si vedeva che lo era): una
magnifica Daniela Dessì (foto), costantemente, eroicamente di scena, in
tutti e quattro gli atti. Insomma, le voci, il belcanto, erano il punto di
forza della messinscena. E il punto debole? L'eccessivo pudore gestuale.
Tutto un saliscendi di gradini e gradoni, con i protagonisti ora
ingenuamente svenevoli, come le finte cantanti-ballerine vestite di bianco o
gli impettiti Malatesta & Co. Nessuna leggerezza, se non nella qualità
vocale. Neppure Paolo il bello, alias Fabio Armiliato, il tenore dalla voce
suadente, si muoveva disinvolto. Da dove proveniva l'impaccio gestuale di
una compagnia di canto più che rodata? Era il regno del bel costume (e
dell'immobilismo). Da un lato la corretta direzione e concertazione di
Donato Renzetti, dall'altro l'orgogliosa regia di Alberto Fassini e le
gigantesche scene di Mauro Carosi. Scene che richiedevano, ahi!, tra un atto
e l'altro, intervalli interminabili.
Mya Tannenbaum
LIRICA
Arrigo Quattrocchi Nella "Francesca da Rimini" Zandonai
dimostra di conoscere bene Strauss e, sulle sue tracce, cerca di trasformare
l'orchestra in una miniera di iridescenti gemme sonore, cui però mescola
anche qualche sasso senza valore. Donato Renzetti ha attentamente scovato,
lucidato e messo nella luce migliore queste gemme, una per una. Non è colpa
sua (e tantomeno dell'orchestra, in vero stato di grazia) se questo
raffinato uso dell'orchestra è inane, per colpa d'un soggetto
pseudomedioevale indifferente alla grande cultura europea dell'epoca, e
serve solo a dimostrare che Zandonai era un compositore ferrato e
aggiornato. Mauro Mariani Volano le “colombe” di Zandonai Zandonai è se stesso nel terzo atto, il cuore dell’opera, con quel lunghissimo duetto d’amore in cui Daniela Dessì (voce bella, piena, “rugiadosa”, attrice splendida) e Fabio Armiliato (assai maturato come cantante-attore) danno vita a Paolo e Francesca nell’estasi d’amore: dove il tema di Paolo, cantato nel primo atto dal violoncello diventa sentimento “allargato” nell’orchestra.
Mario Del Bello La historia de amor de Francesca da Polenta y Paolo Malatesta integra la nómina de los enamorados más célebres de la literatura occidental, junto con Dido y Eneas, Romeo y Julieta, Tristan e Isolda, Manon y Des Grieux y alguno más. La soprano Daniela Desì fue una convincente ‘Francesca’,
cantando con buena línea, escuela y volumen.
Coppia sulla scena e nella vita, Daniela Dessì e Fabio
Armiliato si sono consacrati al repertorio fin de siècle. Sul palco
Dessì e Armiliato rendono questa immagine alla perfezione. Siamo al duetto
d'amore del terzo atto. Complice il libro, seduti sul letto, si baciano un
po' da lontano. Poi si avvicinano, lui la stringe scivolando pian piano sul
pavimento da dove continua ad accarezzarla e a baciarla con baci veri.Innegabile
che l'alto grado di naturalezza della scena sia dovuto all'intima confidenza
tra i due cantanti, per figura e credibilità protagonisti ideali dell'opera.
Gregorio Moppi - DRAMMATURGIA.IT ; 25 Novembre 2003 |
|||||
[HOME]
[CREDITS]
[OPERA WEB SITES]