CRITICHE

Voci
di grande impatto: Un tenore di quelli che non esistono più.
"Dopo
che Mario del Monaco e Franco Corelli smisero di cantare questo ruolo,
pochi teatri hanno provato a rappresentare quest'opera per lae grandi
difficoltà che comporta: solisti con grandi voci larghe e poderose, ma
capaci anche di affrontare le delicatezze di certi passaggi....Fabio
Armiliato non poteva prendere migliori modelli per interpretare il
ruolo di Chenier: Corelli e Del Monaco. Il che significa che nè più
nè meno qui siamo davanti ad un tenore che possiede una pura voce lirica,
ma potente e virile; con un timbro bellissimo che non si deforma nei cambi
di registro e con una straordinaria capacità di fraseggio e di
colorare la frase. Dopo il suo Improvviso iniziale ha
raccolto la più fragorosa ovazione dal un pubblico che non aveva mai
ascoltato un tenore di tali meravigliose qualità artistiche".
ANDRÉS
MORENO MENGÍBAR. - Diario De Sevilla , 2 Dicembre 2001

Fabio
Armiliato è un tenore meraviglioso. Un artista che canta con la
sensibilità di una mente che è puro cuore e con l'intelligenza di un
cuore che sembra essere cresciuto ascoltando voci come quelle di
Gigli, Corelli o Del Monaco.
E' a questi nomi mitici nella storia di ANDREA CHENIER che dobbiamo
rapportarci per rendere l'idea dell'entità della sua indimenticabile
interpretazione del poeta romantico. Fin dalla sua prima aria, il famoso
Improvviso Un dì all'azzurro spazio, Armiliato ha dato
dimostrazione della sua classe. La pastosità e bellezza della sua voce
lirica e carnosa, sincera e compenetrata fin dal più profondo,
con abbandono e senza mai tirarsi indietro, governata da un' espressiva
sensibilità, furono l'annuncio di una prestazione memorabile.
L'aria Come un bel dì di Maggio ha messo in mostra il suo
materiale vocale di autentico tenore lirico-spinto per dare una
lezione di canto. La nobiltà della sua interpretazione, il suo
fraseggio così completo e il suo modo di dire a cuore aperto a fatto
venire un nodo in gola a tutti gli spettatori.
I duetti, con il materiale vocale descritto dell'ANDREA CHENIER di
Armiliato, sono già immortalati nella memoria di coloro che hanno
potuto essere presenti a questa sensazionale recita di due artisti che
sembrano venire da un'altra era."
JUSTO
ROMERO - El Mundo, 5 Dicembre 2001

"La
maggior responsabilità cade nel ruolo di ANDREA CHENIER che è una
classica <opera del tenore>. Fabio Armiliato, che ha interpretato il
ruolo del poeta, ha ottenuto il più grande trionfo della serata
ricevendo la più calorosa ovazione finale e applausi a ciascuna delle sue
quattro arie. Di bell'aspetto, è giovane e la sua voce di lirico-spinto
cattura per il suo colore, la sicurezza del registro acuto e per la densità
e la rotondità del suo registro centrale; ma soprattutto per il suo modo di
cantare, con gusto, abbandono ed emozione. Lascia a Siviglia una legione di
ammiratori. E io posso ora dormire più tranquillo sapendo che ora ci
saranno ancora ANDREA CHENIER nel Mondo.
RAMON
MARIA SERRERA - ABC, 5 Dicembre 2001
"Fabio
Armiliato è stato straordinario per l'intelligenza con la quale ha
affrontato un ruolo incarnato nel passato da grandi voci come quelle di
Gigli, Corelli e Del Monaco. Ha modellato gli accenti drammatici
con la naturalezza lirica della sua voce, amministrando benissimo il
pericoloso terzo atto con un vibrante Si fui soldato. E' giunto poi
alla sua gran scena finale senza alcun segno di affaticamento,
affrontando un poetico Come un bel dì di Maggio e unendosi a
Giovanna Casolla per vibrare insieme nello spettacolare duetto finale."
GONZALO
ALONSO - La Razon, 5 Dicembre 2001
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