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RECENSIONI

LOVE DUETS
DANIELA DESSI’ e
FABIO ARMILIATO
Daniela Dessì e Fabio Armiliato formano ormai da alcuni anni una coppia
solidissima sia artisticamente che nella vita privata. Non a caso questo
recital si intitola Lave
Duets
(Philips)
e riunisce brani di un repertorio già frequentato dai due cantanti con
altri che rappresentano curiose rarità quando non veri e propri
«annunci» di futuri debutti scenici. Come prima cosa vorremmo
sottolineare un fatto: tanto spesso trovano la strada della sala
d'incisione voci «liofilizzate» in gran parte di origine anglosassone,
ma non solo, che vengono lanciate dalle major come veri e propri
fenomeni, mentre cantanti italiani validissimi stentano a farsi largo
nel panorama discografico come meriterebbero.
Daniela Dessì e Fabio Armiliato senza dubbio appartengono al secondo
gruppo: lui possiede voce autenticamente tenorile, brunita, dallo
slancio generoso, che nel corso degli anni è andata affinando le risorse
tecniche ed espressive, lei è una delle poche eredi della grande scuola
di canto italiana, ed unisce al bruciante temperamento dell'interprete,
il fascino di un colore timbrico particolarissimo, screziato di venature
ora drammatiche ora pastellate di fascinose sfumature, non disgiunto
dalla rigogliosa e aristocratica pienezza dei mezzi di una cantante
nella sua splendida maturità.
Così la ascoltiamo per la prima volta nei panni di Norma in
un'autorevolissima esecuzione di «In mia man alfin tu sei», nel cui
incisivo fraseggio, in certi fulminei scarti vocali, in taluni cupi
bagliori, ci è sembrato di riascoltare «brividi» di matrice callassiana.
Ecco invece Armiliato debuttare in Otello con «Già nella notta
densa», in cui offre del personaggio un attendibile assaggio. Per
entrambi, pare, seguiranno i relativi debutti in palcoscenico.
Oltre a «pezzi forti» del loro repertorio, tratti da Adriana
Lecouvreur o La cena della beffe, una vera curiosità è
rappresentata dai duetti di Elisir d'amore e Amico
Fritz, dove la Dessì gioca a ritrovare la lirica leggerezza dei suoi
esordi e Armiliato offre un approccio insolitamente virile, ma non
inadeguato, anzi, alle figure di Nemorino e Fritz, oltre ad esibire,
soprattutto nel finale del «Duetto delle ciliegie», un apprezabilissimmo
ventaglio di nuances e mezzevoci.
Gran
finale con una travolgente esecuzione dello sfolgorante finale di
Andrea Chénier,
«Vicino
a te s'acqueta!», in cui i due artisti, in estroversa tenzone di acuti
trascinanti e impetuosi, attraverso il pathos della loro interpretazione
suscitano momenti di autentica commozione.
Dirige diligentimente la Wurttemberische Philharmonie Marco Boemi.
Nicola Salmoiraghi, L’OPERA – Dicembre 2005

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sind sie stärker |
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Wer all die "Mega-Events" auf Opern- und Festspielbühnen mit
den sogenannten Superstars und "Traumpaaren der Oper" satt
hat, sollte sich dieses Duo einmal anhören. Die
Tonträgerindustrie und die Event-Veranstalter schütten das
Publikum mit ihren hochgepushten Gesangs-Traumpaaren
förmlich zu. Ob Anna Netrebko und Rolando Villazon oder
Angela Gheorghiu und Roberto Alagna - sie alle liegen zwar
im Spitzenfeld, aber es fehlt ihnen trotzdem an echter
Weltklasse. Daniela Dessì und Fabio Armiliato jedoch haben
alles, was notwendig ist: nämlich echte künstlerische
Qualität und Musikalität.
Das italienische Duo, das - so wie Gheorghiu/Alagna - nicht
nur auf der Bühne, sondern auch im Leben ein Paar ist,
befindet sich auf dem besten Weg dazu, den anderen
"Traumpaaren" ihren Rang streitig zu machen. Sowohl der
51jährige Tenor, der um einiges jünger aussieht, als auch
die Sopranistin kommen aus Italien, wobei jeder im
Alleingang eine Weltkarriere aufgebaut hat. Lustigerweise
sprang für die beiden der berühmte Funke ausgerechnet beim
Schlußduett von "Andrea Chenier" (von Umberto Giordano)
über, womit ihre private Liaison begann. Wer den Schluß der
Oper kennt, hofft natürlich nicht, daß die Liebenden bald
kopflos werden.
Synergieeffekte finden sich nicht nur in der Wirtschaft,
sondern offenbar auch in der holden Kunst. Bei der
großartigen CD-Präsentation im Musikvereinsgebäude
präsentierten sich die äußerst sympathischen Künstler als
sehr bescheidene und zueinander liebevolle Menschen. Das
live vorgetragene "Non ti scordar ..." von Ernesto de Curtis
überzeugte die Zuhörer und -seher davon, wie sehr die beiden
einander verehren. Ein ausgeglichenes privates Umfeld dürfte
wohl tatsächlich der beste Förderer einer gelungenen
künstlerischen Zusammenarbeit sein. Obschon jeder der beiden
für sich spitze ist - gemeinsam sind sie unschlagbar.
Beim Hören ihrer CD mit dem symptomatischen Namen "Love
Duets" fühlt man die unbändige Leidenschaft der beiden in
jedem Takt. Armiliato hat schlichtweg einen perfekten Tenor,
und Daniela Dessì eine strahlende Sopranstimme, die manchmal
eine gewisse Schärfe hören läßt. Die klingt aber niemals
unangenehm durch, und die Sängerin versteht sie außerdem
geschickt zu kaschieren. Das Paar vermittelt eine superbe
Bühnenatmosphäre, die nicht einmal durch das Aufnahmestudio
beeinträchtigt wird.
Diese Scheibe ist quasi das Entrée der beiden; der
Produktion sollen noch einige Operngesamtaufnahmen ("Andrea
Chenier", "La fanciulla del West") und Solo-Silberlinge
folgen. Festgehalten wurden acht Duette, die sich quer durch
die italienische Musikgeschichte ziehen - angefangen von
Donizettis "L´elisir d´amore" über Verdis "Otello" bis hin
zum extremen Verismo von "Andrea Chenier". Dessì/Armiliato
brillieren bei jedem Duett, wobei ihre Stärken klar beim
späten Verdi und Verismo liegen. Vor allem das Liebesduett
aus Verdis "Otello" macht gierig nach einer Live-Umsetzung.
Gott sei Dank hat die Plattenfirma uns mit Gassenhauern wie
"Bohème", "Butterfly" usw. verschont. Die intelligente
Repertoireauswahl sollte als zusätzliche Kaufempfehlung
gelten.
Begleitet werden die zwei Liebenden von der
Württembergischen Philharmonie unter Marco Boemi. Das
Orchester bietet eine durchaus ordentliche Leistung, der
Dirigent ist den beiden ein hervorragender Begleiter.
Gewisse orchestrale "Unschärfen" werden durch die behutsame
Aufnahmetechnik gefiltert. Als unbescheidener und verwöhnter
Konsument möchte man jedoch anscheinend immer das, was man
gerade nicht haben kann - und das wären hier ein Orchester
und ein Dirigent von Weltruf. Als die Universal bei der
ersten CD von Anna Netrebko irgendeinen Nobody vor die
Wiener Philharmoniker gestellt hatte, konnte man noch von
einem Lapsus sprechen; hier offenbart sich aber doch eine
Art Sparpolitik. Bei "Andrea Chenier" dirigiert
beispielsweise Vjekoslav Sutej, der an sich ein guter
Kapellmeister ist, doch bei "Weltproduktionen" sollte man
lieber auch Dirigenten und Orchestern von Weltruf den
Vortritt lassen. Das kann sich auf die Qualität und
Verkaufszahlen nur positiv auswirken.
Herbert Hiess
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www.evolver.at |
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Autori vari |
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Daniela Dessì e Fabio Armiliato: Duetti d'amore - CD |
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La recensione |
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OperaClick non poteva lasciar passare
inosservato l’interessante CD che verso la fine del 2005, la
divisione Universal Classics di Philips ha riservato agli
appassionati d’opera del mercato italiano e successivamente,
del resto del mondo; facciamo riferimento all’intelligente
proposta che vede come protagonisti l’ormai celebre coppia
Daniela Dessì e Fabio Armiliato, impegnati sulle note di
otto duetti d’amore fra i più celebri che la produzione
operistica abbia prodotto nell’arco di circa due secoli.
Il CD si apre con uno dei duetti d’amore più emozionanti che
abbiano mai preso vita da penna di compositore: “Teco io
sto”, l’incontro mozzafiato che nel secondo atto del Ballo
in Maschera, fa palpitare i due protagonisti dell’opera.
Assolutamente eccezionale il risultato raggiunto nel duetto
di Norma “In mia man”: qui le screziature violacee che
Daniela Dessì riesce ad infondere con mirabolante perizia ad
alcune frasi scolpite sui centri, fanno da perfetto
contraltare alle risposte altere del Pollione di Fabio
Armiliato il quale evidenzia centri scuri e di bel colore
con gravi sonori e importanti, ad esempio sul “No si vil non
sono”; perfette le colorature della Dessì, in grado di
scandire tutte le note come raramente in questo ruolo ci è
stato dato a sentire ed altrettanto splendide sono le salite
agli acuti presi con sicurezza e accentati con il necessario
temperamento drammatico: c’è davvero da domandarsi per quale
ragione non sia stata ancora realizzata una produzione di
Norma con Daniela Dessì nei panni della sacerdotessa.
E dopo aver mostrato unghie e temperamento ecco che il
soprano genovese, all’occasione, trasforma totalmente
emissione e colore vocale riadattandolo alla grazia un po’
smorfiosetta di Adina: rispetto a Norma sembra persino un
altro soprano… l’emissione è alta, facile e leggera, il
gusto sopraffino, la sicurezza estrema; assolutamente
strabiliante e fuori dal comune, soprattutto pensando agli
ultimi trent’anni di teatro, la capacità di Daniela Dessì di
variare colore vocale, accenti, emissione a seconda del
personaggio interpretato e del relativo repertorio. Molto
bravo anche Fabio Armiliato nei panni di Nemorino: costretto
ad alleggerire, canta evidenziando una piacevole facilità di
emissione ma soprattutto palesando una divertente adesione
al personaggio.
Il duetto seguente vede impegnati colei che a mio avviso è
forse stata - ed è tuttora - la più grande Desdemona del
dopo-Freni accanto all’Otello di Fabio Armiliato, ruolo che
il tenore genovese debutterà nel prossimo futuro e nel quale
ci mostra le buone potenzialità interpretative.
Simpatica è la proposta e buona l’esecuzione di quel “duetto
delle ciliegie” tanto celebre ai tempi di Gigli, come
altrettanto interessante e ben realizzato il difficile e
piuttosto raro duetto “Che?! Voi?! Messere, come siete
entrato?!” da La cena delle beffe.
In chiusura ancora Giordano ed il suo massacrante duetto
finale dell’Andrea Chenier che tante soddisfazioni ha dato
alla Nostra coppia in molti importanti teatri del mondo; i
motivi del successo sono facili da comprendere ascoltando
l’esecuzione qui proposta , affrontata da entrambi con
estrema sicurezza vocale ma soprattutto con palpitante
passionalità.
Corretto e professionale ci è parso l’accompagnamento
orchestrale offerto dalla Württemberische Philharmonie
diretta da Marco Boemi.
Danilo Boaretto
OPERACLICK.COM August 2006 |
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