Roma -
Auditorium della
Conciliazione:
9, 11 Novembre
2007
Andando alla parte più squisitamente musicale, lo spettacolo è
migliorato man mano che si passava da un quadro all’altro. Nel primo
quadro, forse a ragione di un certo andirivieni in sala a causa di
spettatori tardivi, l’orchestra, guidata da Francesco La
Vecchia, ha reso meno delle aspettative e gli impasti tra
golfo mistico e palcoscenico (improvvisato) hanno lasciato a
desiderare (soprattutto rispetto ad altre esecuzioni dell’Orchestra
sinfonica di Roma). La situazione è migliorata nei quadri successivi
ed il risultato successivo è stato più che buono soprattutto se si
tiene conto che si era in un auditorium di 1900 posti adattato alla
sinfonica ma non certo concepito per la lirica. L’orchestra –
occorre sottolinearlo – non copre mai le voci.
Per quanto riguarda le voci, si è fatta la scelta di
affiancare due cantanti molto affermati (Daniela Dessì
e Fabio Armiliato) con interpreti giovani,
all’inizio della carriera. Daniela Dessìè una Mimì di grandi
capacità. Diamo un esempio: l’elegante facilità con cui cesella e
colora il Sì, mi chiamano Mimì ed è significativo anche
come in Donde lieta uscì riesce a rendere credibili le
numerose reminiscenze tematiche presenti.
Il Rodolfo di Fabio Armiliato è, in parte,
una scoperta in quanto siamo abituati
ad ascoltarlo in ruoli vocalmente più spinti. Costruisce un Rodolfo
dolce, quasi fragile sin dall’aria con cui si presenta (a Mimì ed
agli spettatori), con l’inizio caratterizzato da tenera delicatezza,
raggiungendo il climax a piena voce nella parte centrale e nella
fase conclusiva.
Ambedue hanno ricevuto applausi a scena aperta e ripetute chiamate
alla fine.
G. Pennisi OPERACLICK 14 Novembre
2007
Puccini LA BOHEME
Aforo
agotado y éxito
quedan asì
asegurados desde el
primer momento. Daniela Dessì,
con un fraseo
delicado y sensible,
ofreciò una
magistral leciòn de
canto, pero sobre
todo logrò commover
al pùblico, que
siguiò en estado de
trance cada momento
en que Mimì estuvo
in escena. Fabio Armiliato
mostrò un estado
vocal envidiable, y
junto a su seguridad
en los agudos ya
conocida aparece
ahora una mayor
variedad en la
inflexiones y en la
homogeneidad del
timbre en todos los
registros. Es
posible que la
frequentacion de
papeles màs heroicos
le haya habituado a
una emisiòn un tanto
stentorea para un
papel vomo el del
poeta Rodolfo, pero
lo cierto es que se
esforzò en presentar
un canto màs
matizado.
Mauro Mariani
- OPERA ACTUAL
Genn-Febb 2008
Bohème per la
Sinfonica di Roma
Nei panni di Mimì e Rodolfo,
Daniela Dessì e Fabio Armiliato, coppia nella vita e anche sulla
scena, appaiono rodati, credibili, con momenti di particolare
rilievo nel terzo quadro - lui interpreta "Mimì è una civetta" con
slancio vocale raggiungendo un risultato sorprendentemente
persuasivo, lei "Addio senza rancor" in modo particolarmente
struggente.
Luca Del Frà L'OPERA
- Gennaio 2008
La
Bohème scalda il
cuore del pubblico.
Si replica stasera con due
cantanti avvezzi ad esecuzioni d'arte come Daniela Dessì e Fabio
Armiliato, la Bohème di G. puccini nell'esecuzone dell'Orchestra
Sinfonica di Roma diretta da francesco La Vecchia.
La lirica dolcezza di canto e le stupende emissioni della Mimì-Dessì,
a contrasto con la passionalità e la calda voce tenorile di
armiliato, accompagnate con sensibile cura nei tempi dal M.o La
Vecchia, hanno toccato il cuore del pubblico, sempre numerossissimo
e plaudente.
Pao. Par. IL TEMPO 11
Novembre 2007
L’opera in Santa Cecilia lodevole
iniziativa da rendere continuativa
La Bohème che
incanta i romani... e non solo
ROMA - Chi l’avrebbe mai detto che
il famoso Auditorium per concerti Santa Cecilia di Roma, oggi
rinominato Auditorium Conciliazione, avrebbe ospitato l’opera
lirica? E invece l’Orchestra Sinfonica di Roma, capeggiata dal
versatile direttore d’orchestra Francesco La Vecchia, allestisce
l’opera su quel palcoscenico e in forma scenica, anche se le scene
sono naturalmente artigianali, per lo più dipinte, attinenti agli
ambienti richiesti e senza velleità di competizione (scene di
Salvatore Liistro, costumi di Fabrizio Onali, luci di Alessandro
Vittori).
Ma i cantanti, caro mio, sono
dei signori cantanti, almeno quelli che ricoprono i ruoli
protagonisti. Pensate che Mimì e Rodolfo ne La Bohème andata in
scena la prima decade di novembre erano nientemeno che Daniela Dessì
e Fabio Armiliato, roba da far invidia a qualsiasi teatro. Con loro
la tinta pucciniana emerge, nel canto di conversazione, negli
intensissimi duetti d’amore, nella sognante delicatezza dei
pianissimo e del canto a fior di labbra della Dessì e nell’empito
vocale dinamicamente colorito degli slanci lirici di Armiliato. Il
connubio di un ottimo mezzo vocale e di una tecnica ineccepibile
permette loro una perfetta aderenza al linguaggio musicale
pucciniano, ricco di contrasti, effetti, invenzioni, evocazioni,
timbri melodici. L’afflato melodico, l’armonia raffinata e sublime,
i preziosismi della scrittura musicale, la crepuscolare poesia delle
piccole cose trovano in questa coppia l’espressione esemplare.
Lo smalto della gioventù domina il
gruppo dei bohémiens, completato dal baritono Carlo Morini dotato di
buona tecnica e notevole estensione vocale (Marcello), dal baritono
Davide Malvestio, scenicamente vivace e vocalmente esteso (Schaunard),
dal corposo (in ogni senso) basso Alexandre Vassiliev nelle vesti di
Colline e dal bravo e scintillante soprano Anita Selvaggio
(Musetta), il basso Alessandro Calamai porta la doppia maschera di
un avvinazzato Benoit e di un caricaturale Alcidoro. Bravi anche il
tenore Pierluigi Paulucci, un dinamico Parpignol e il basso
Francesco Puma, il Sergente. Il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano,
diretto da Stefano Cucci, è in grado di svolgere bene il suo
compito. Bravo e colorato il vivace coretto dei bambini (Coro Pueri
Cantores Arts Academy preparato da Annalisa Pellegrini). La regia,
firmata dalla giovanissima Cecilia La Vecchia e curata anche dal più
esperto Maurizio di Mattia, tiene presente che situazioni divertenti
e caricaturali fanno da contrappeso a quelle tristi e nostalgiche.
Gli strumenti dell’Orchestra Sinfonica di Roma, diretta da Francesco
La Vecchia, a volte evanescente a volte frizzante a volte esplosiva
a volte cupa, in un fitto dialogo con l’intreccio vocale del
palcoscenico, sono artefici di dettagli descrittivi che incrementano
la freschezza del dipinto. Lodevole iniziativa da rendere
continuativa.
Giosetta Guerra - Gli Amici della Musica,
Novembre 2007
INTERVIEWS
Dessì
canta Mimì la grande orchestra interpreta la lirica
LANDA KETOFF - La Repubblica, 8 Novembre 2007
Il
consumo di musica classica è, a Roma, in continua crescita. Tra
questi è da sottolineare il successo, ormai consolidato,
dell´Orchestra Sinfonica di Roma, voluta e sostenuta dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, guidata fin dalle origini dal
direttore Francesco La Vecchia. Nei cinque anni di attività il
pubblico, pur senza abbandonare le altre, più antiche, stagioni
cittadine, si è presto legato all´Orchestra tanto da riempire un
Auditorio ampio come quello di via della Conciliazione (a lungo
occupato da Santa Cecilia) sia per il concerto della domenica
pomeriggio che per la replica il lunedì sera.
Come appare chiaro già dai programmi degli anni scorsi, i concerti
spaziano dal Settecento a oggi, ma alla musica strumentale si
aggiungono da qualche stagione alcune opere liriche, in forma di
concerto o in forma scenica, di solito in apertura e in chiusura.
Anche quest´anno l´apertura è con la lirica con quattro recite (dal
9 al 12) di un´opera celeberrima quale è "La Bohème" di Puccini,
scelta anche per ricordare che nel 2008 cadono centocinquant´anni
dalla nascita del musicista lucchese. Protagonista una beniamina del
pubblico, la brava Daniela Dessì accanto a Fabio Armiliato, reduci
dal successo di "Tosca" nella stagione scorsa. E questa volta sarà
una ‘Bohème´ in forma scenica poiché l´Orchestra viene posta in
platea, nello spazio ottenuto togliendo alcune poltrone. La regìa è
affidata a Cecilia La Vecchia, le scene a Salvatore Liistro, i
costumi a Fabrizio Onali. Ricordiamo che per l´inaugurazione il
Turno A degli abbonamenti è destinato alla domenica (l´11 alle
17,30) mentre il B lo precede, il 9 alle 20,30. Due serate, il 10 e
il 12, sono fuori abbonamento.
SULLA SCENA UNA
COPPIA DI FERRO
Nella
Bohème, Mimì
e Rodolfo cantano
Ci lasceremo alla
stagion dei fiori;
Daniela Dessì e
Fabio Armiliato,
interpreti
dell’opera di
Puccini domani
all’Auditorium
Conciliazione in
apertura della
stagione
dell’Orchestra
Sinfonica di Roma,
potrebbero cantare,
invece, “ci
sposeremo alla
stagion dei fiori”.
I due artisti, una
delle coppie più
attraenti e
affiatate della
lirica - lei di una
bellezza opulenta,
lui dal volto
sparviero alla
Gengis Khan - legati
sentimentalmente da
molti anni, diranno
infatti il fatidico
sì l’anno prossimo
prima dell’estate.
Dunque, un tocco di
verità in più per il
capolavoro
pucciniano, in scena
fino a lunedì sul
palcoscenico dell’ex
Auditorio Pio
adattato a teatro.
Sul podio, domani
alle 20,30,
Francesco La
Vecchia; altri
interpreti Carlo
Morini, Anita
Selvaggio, Davide
Malvestio e
Alexandre Vassiliev,
con la regia di
Cecilia La Vecchia e
le scene di
Salvatore Liistro.
In due repliche
canterà Eteri
Gvazava, la Violetta
della Traviata a
Parigi
televisiva di Andrea
Andermann.
La Dessì e Armiliato
hanno diviso molti
successi, tra
l’altro alla Scala
in Adriana
Lecouvreur e
recentemente a
Barcellona in
Andrea Chénier.
«Ma è la prima volta
che siamo insieme in
Bohème -
dicono -. E nella
vicinanza di un
traguardo importante
come il matrimonio,
è di buon auspicio
incontrarsi
nell’opera della
poesia e
dell’innamoramento».
Vi diverte lavorare
l’uno accanto
all’altra? «Molto.
Ci seguiamo a
vicenda e ci diamo
consigli. Aiuta
tantissimo, ogni
volta c’è qualcosa
di più da scoprire.
Anche questo è un
modo di volersi
bene». I teatri li
vogliono in coppia e
loro non si tirano
indietro: «“Insieme
nella vita, insieme
nell’arte” sarà pure
un cliché ma a noi
piace. E poi per
certe opere, come
Manon Lescaut di
Puccini, una
complicità affettiva
non guasta proprio».
Già l’anno scorso
alla Conciliazione i
due artisti erano
stati protagonisti
di un’applauditissima
Tosca e nel
2008 s’incontreranno
al Teatro dell’Opera
per La fanciulla
del West,
direttore Gelmetti:
«La Conciliazione è
un ambiente ideale,
anche se per noi lo
spazio non è vasto:
il pubblico vede gli
artisti da vicino e
li “sente”. Inoltre
l’acustica è ottima
e l’orchestra è
piena di giovani,
con un entusiasmo e
un’attenzione per le
voci che spesso non
si trova in
orchestre
d’esperienza».
Puccini è il loro
compositore, l’anno
prossimo per il
150enario ne
canteranno più del
solito: «Che venga
usato spesso nel
cinema come emblema
della lirica (Stregata
dalla luna ad
esempio) è un segno
della sua modernità.
La sua teatralità
del resto è molto
cinematografica,
Fanciulla è un
western a
dissolvenze
incrociate». Sono
entrambi per il
melodramma puro,
senza accorgimenti:
«La voce “impostata”
ha un fascino
particolare che
l’amplificazione non
potrà mai dare. Il
nostro mondo è tra
show business e
arte: certe volte si
usa ogni mezzo per
far sì che l’opera
sopravviva. Invece
dovremmo mantenerla
così com’è, senza
espedienti».
Però amano anche il
musical. Lui: «Ne
avevo scritto uno su
Notre Dame di
Hugo prima del film
Disney e di
Cocciante, ma è
rimasto nel
cassetto. Cantare in
un musical? Non ci
dispiacerebbe.
Aspettiamo
proposte». Il
futuro? Lei: «A
maggio debutterò
nella Norma
di Bellini a
Bologna». Lui: «Tra
breve uscirà un mio
disco della Decca
dedicato a Beniamino
Gigli per il
50enario della
scomparsa».